Associazioni e patrimonio comunale a Roma. Un valore aggiunto sociale da non sgomberare

Venerdì 17 marzo Spin Time ospita l’incontro di presentazione del progetto di “cartografia” critica promosso da CRS, Labis e ReTer

Associazioni e patrimonio comunale a Roma. Un valore aggiunto sociale da non sgomberare

Qual è il valore aggiunto sociale delle realtà associative che utilizzano per le proprie attività gli spazi del Patrimonio comunale, e che tipo di impatti generano nel territorio di Roma?

Vorremmo provare a misurarlo insieme, soprattutto per approntare uno strumento che ci permetta di organizzare una risposta sempre più efficace alle recenti minacce (e azioni) di sgombero scaturite dall’azione della Corte dei Conti.

Siamo una rete di centri di ricerca indipendenti che ha avviato questa ricerca-azione per rispondere concretamente all’esigenza condivisa di definire un metodo  di misurazione della qualità e dei benefici sociali delle attività dei tanti spazi sociali e culturali romani, che oggi sono a rischio di sgombero. Siamo convinti infatti che il modo migliore di tutelare e valorizzare queste realtà sia quello di far emergere e in qualche modo quantificare i benefici che arrecano al territorio e alla società della capitale, e, in prospettiva, di metterle in rete per potenziarne progettualità e impatti. Ma siamo altrettanto convinti che i sistemi di valutazione non debbano essere materia di stretta competenza delle istituzioni, e che occorra definirli socialmente attraverso un percorso sperimentale e partecipato di ricognizione di questo capitale sociale diffuso, che attualmente costituisce l’unico e ingentissimo valore inerente al Patrimonio immobiliare del Comune. La valutazione deve, secondo noi, rappresentare uno strumento di restituzione dinamica e a posteriori della qualità espressa dalle progettualità collettive, per farne emergere i punti di forza. E non uno strumento di indirizzo dall’alto, come un’armatura staccata dai bisogni e dalle risorse territoriali.

Procedendo in questa direzione, la regola e il progetto coinciderebbero in un sistema di gestione partecipato e autoregolato di collaborazione per il bene comune, che superi i rigidi dualismi tra controllori e controllati.

Mettendo le nostre competenze e il nostro impegno politico a servizio di questo obiettivo abbiamo iniziato una prima serie di interviste qualitative ad una serie di realtà.

Presenteremo questa prima tappa del nostro lavoro in un incontro promosso da CRS, Labis e ReTer per venerdì 17/3/2017 a partire dalle ore 15 presso la sede di Spin Time in Via di S. Croce in Gerusalemme angolo via Statilia.                                                                                                                                

Labis

Laboratorio di innovazione sociale dell’Università di Roma – Tor Vergata – Contribuisce all’organizzazione del Forum annuale sulla “Non Profit Leadership” la cui edizione 2017 (in maggio a Roma) sarà dedicata alla “Innovazione sociale – Cambiamento e contaminazione”
[http://www.nlfitalia.org/]

ReTer – Rete e Territorio

Si tratta di un progetto di cartografia critica e collaborativa con obiettivo di facilitare l’incontro in un ambiente condiviso, indipendente e non profit, delle azioni isolate di mappatura attive in rete e sul territorio. Un network territoriale di associazioni, comitati, enti locali, dipartimenti e laboratori universitari per liberare spazi della rete attraverso infrastrutture e servizi indipendenti e autogestiti operando fuori da dinamiche e interessi commerciali nella tutela dei diritti di libertà di comunicazione e di espressione, di tutela della privacy e dell’anonimato, nella salvaguardia dei digital commons, i beni comuni digitali, affinché rimangano risorse non del mercato o del governo ma delle persone.
Di recente ha mappato il patrimonio immobiliare di Roma Capitale:
[http://www.reter.org/blog/index.php/notizie/mappa-mondo/45-beni-di-roma-capitale]

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