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brain trust repubblicano
I siti web delle fondazioni che hanno costruito il mito del neo-conservatorismo negli Stati Uniti
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www.aei.org
Il “think tank” dei neoconservatori americani, salito alla ribalta mediatica dopo che il presidente George W. Bush si vantò di aver preso da lì i migliori cervelli della sua Amministrazione. L’AEI è stato fondato nel 1943 e come molti altri “think tank” americani è nato a cavallo di grandi sconvolgimenti storici. E’ stato rilanciato negli anni ’70 quando alcuni esponenti del mondo imprenditoriale e del partito repubblicano decisero di intraprendere la “war of ideas” contro il Big Government e il pensiero progressista americano. L’istituto è articolato in tre divisioni: economia, esteri e politica sociale. Il settore delle relazioni internazionali è quello più importante. I donors principali dell’istituto sono American Express, Dow Chemical, Motorola, Dell, Merck ed Exxon.
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www.heritage.org
L’esempio più tipico della controffensiva culturale del partito repubblicano durante gli anni ’70. La sua creazione è frutto soprattutto della volontà dell’ex Segretario al Tesoro William Simon e dell’impegno economico del re delle birra Joseph Coors. La Heritage rappresenta le posizioni del conservatorismo tradizionale e di un mondo politico/culturale dal carattere meno cosmopolita di quello dell’AEI, ed è ormai di gran lunga il think tank più ricco e influente. La Heritage presta una particolare attenzione alle attività del Congresso, che si traduce in un saldo rapporto di consulenza con molti membri repubblicani di Camera e Senato.
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www.clubforgrowth.org
Il supply side economy club costola del Cato Institute, think tank ultra-liberista, e della National Review. Attualmente impegnato in una battaglia all’ultimo spot a favore della riforma pensionistica dell’Amministrazione Bush, il Club for Growth è nato nel 1999 per sostenere (non solo economicamente) i candidati al Congresso di fede espressamente reaganiana in materia di economia. Allo stesso tempo sono i più attivi nel contrastare attraverso spot, interventi pubblici e campagne mirate i democratici pro-welfare. Molte delle loro battaglie si giocano durante le primarie del partito repubblicano.
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www.c-d-i.org
La “Coalition for Democracy in Iran” è nata su iniziativa di Michael Ledeen, uno dei personaggi più controversi dell’ambiente neoconservatore. Il suo scopo principale è quello di raccogliere fondi a favore dell’opposizione iraniana in esilio, su modello di quanto avvenuto per Ahmed Chalabi in Iraq. Nel 2005 il Cdi ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione tra i membri del Congresso. Del Cdi fa parte anche l’ex-direttore della Cia James Woolsey. La “Coalition for Democracy in Iran” è stata fondata nel 2001, quando i neoconservatori temevano che l’attenzione verso il “problema Iran” stesse diminuendo a causa della buona stampa di cui godeva in quel periodo il Presidente riformatore Khatami.
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www.meforum.org
Middle East Forum – Promoting American Interests. Il Forum è attivo per definire e promuovere gli interessi americani in Medio Oriente. Il fondatore e direttore del Meforum è Daniel Pipes, il principale punto di riferimento neoconservatore per l’analisi dei problemi del Medio Oriente. Daniel Pipes è il figlio di Richard Pipes, noto studioso di questioni sovietiche celebre per le sue battaglie anticomuniste. Il Middle East Forum stampa il Middle East Quarterly, produce un bollettino specializzato in problemi di intelligence e ha da poco attivato il Campus Watch, attraverso il quale si propone di monitorare l’attività accademica degli specialisti americani di affari mediorientali, accusati dal Meforum di fornire un quadro inesatto della realtà dell’area.
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