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Foucault, il liberalismo impossibile

"Nascita della biopolitica" e "Sicurezza, territorio e popolazione" sono i due nuovi corsi tenuti da Michel Foucault tra il 1978 e il 1979 al Collège de France ora pubblicati in italiano da Feltrinelli. Proponiamo qui una serie di interviste a filosofi e sociologi che indagano le ragioni della grande attualità politica del filosofo francese. Il dossier è a cura di Roberto Ciccarelli

  • Il rumore sordo della battaglia

    Parla Judith Revel, curatrice del primo volume dell'Archivio Foucault (Feltrinelli): "Per Foucault oggi l’unica politica possibile è una ontologia. Questo non significa smettere di fare militanza, ma significa che la militanza è ciò che produce essere ed è l’unica cosa che dà la possibilità di lavorare il potere dall’interno e di conquistarsi spazi di libertà. Questo significa da una parte uscire dalla prospettiva della liberazione, ma anche di produrre essere e di affermare la libertà"

  • Vite sospese al rischio liberale

    Parla Ottavio Marzocca, curatore dell'antologia "Michel Foucault. Biopolitica e liberalismo" (Medusa): "Foucault sostiene che la cultura del pericolo e del rischio si presenta come una caratteristica del liberalismo. Al punto che si potrebbe dire che l’uomo liberale si trova a vivere pericolosamente. Vivere pericolosamente è un portato necessario del liberalismo perché esso enfatizza l’inevitabilità del rischio. Il pericolo è inevitabile perché è il prodotto stesso della libertà. Chi promuove la libertà si espone ai rischi che essa produce"

  • La potenza innovativa della vita

    Parla Roberto Esposito che da anni conduce un corpo a corpo con Foucault sul tema della biopolitica: "Foucault riscopre a mio parere la forza concreta del bios. La vita cioè è il prodotto di una serie di cause, di forze, di tensioni. Quello che Foucault cerca di fare è sottrarre la vita all’appiattimento naturalistico cui la espone il regime biopolitico e fare esplodere la sua potenza innovativa. Ma non credo che ci sia riuscito del tutto"

  • Il cartografo delle ambiguità dello stato sociale

    Parla Antonello Petrillo:"Foucault invece dimostra che non esiste una cesura netta tra il sicuritarismo e lo stato sociale o lo stato di diritto. Da questi corsi è anzi possibile articolare un ragionamento sulla matrice doppia e ambigua dello stato sociale"

  • L'alternativa al potere

    Parla Toni Negri: "Foucault è arrivato ad un limite oltre il quale deve decidere da che parte stare. Cioè se dare spazio alla produzione della soggettività oppure se considera il discorso sul potere completamente chiuso"

  • Un teorico della resistenza al dominio

    Parla Pier Aldo Rovatti:"Non penso che Foucault rivendichi un’ideologia della libertà individuale, ma vada nella direzione in cui l’elemento dell’alleggerimento della governamentalità come progetto politico comporta la riscoperta del potere come rapporto di forza. Il suo tentativo è quello di andare fino in fondo a tutte le dimensioni del potere e resistergli e intervenire nei rapporti di forza"