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Il domino francese

  • Il no francese: uno tsunami politico si abbatte sull’Unione Europea
    Roberto Ciccarelli

    Il 55,2 per cento degli elettori si è pronunciato contro la Costituzione europea. Il ruolo dell’astensione, altissima, Chirac al tramonto, i socialisti nella crisi più drammatica della loro storia centenaria. La questione sociale e la difesa dello Stato sociale saranno raccolte a Bruxelles? Da oggi l’Europa è più debole

  • 30 maggio, il giorno dopo il No francese…

    La Francia non ha ratificato la Costituzione europea.L’Europa si ferma o va avanti? E’ probabile che dopo il 2006 si tornerà alle urne. Ma è ancora valido l’invito: approviamola e poi la riscriveremo subito dopo

  • La blogosfera presa d'assalto dal referendum

    Il referendum sulla costituzione europea scuote la rete francese: ciò che stupisce, per qualità e approfondimento, sono i cosiddetti weblogs, i diari personali pubblicati in rete dagli internauti, utili perché si concentrano sul dibattito pubblicato sui media fornendo nuovi spunti e polemiche non di lana caprina. Ogni schieramento ha eletto il proprio campione autore del migliore blog

  • I destini incrociati di Chirac e dei socialisti

    Per un gioco di circostanze che solo in politica acquista un senso ricorre in questi giorni il decimo anniversario della presidenza di Chirac. Un’occasione per esprimere un giudizio su di lui più che sulle sue opinioni sul Trattato costituzionale europeo. Laurent Fabius, leader del No alla Costituzione europea prende le distanze dalla "sinistra radicale"

  • Costituzione europea: quella sinistra che dice sì

    In nome della "sovranità condivisa" e della critica radicale allo "Stato-nazione" europeo, fautrice di un'alleanza tattica con il capitalismo europeo "contro l'Impero", è la sinistra che si oppone ai socialisti e ai comunisti (e ad Attac) che dicono "no" al Trattato costituzionale europeo sul quale si vota in Francia il 29 maggio

  • Il referendum divide la famiglia Mitterand

    Danielle, Gilbert e Mazarine. L'eredità dell'ex presidente divide i suoi eredi, ma anche i suoi discepoli politici: Laurent Fabius contro François Hollande, Jack Lang contro Henri Emmanuelli. Quando la battaglia interna al partito socialista si allarga ai valori fondamentali non può fare a meno di rivolgersi ad uno dei suoi padri nobili

  • Costituzione europea, nuove ratifiche di Austria e Slovacchia

    Proseguono le ratifiche del Trattato costituzionale europeo. l'11 maggio è toccato all'Austria e alla Slovacchia. Due giorni prima del referendum francese la camera bassa tedesca approverà la Costituzione. Joschka Fischer torna in Francia e i socialisti continuano a dividersi

  • Un 9 maggio di festa e di lotta

    Il 9 maggio si celebra la “giornata dell’Europa” che cade simbolicamente all’indomani della capitolazione tedesca del 1945, il cui 60mo anniversario ha avuto quest’anno una risonanza eccezionale in tutta Europa. A Parigi, e in tutta la Francia, numerose le manifestazioni per il "sì" e il "no" alla Costituzione

  • l’Europa dei 25, un anno dopo

    Molte sono ancora le differenze soprattutto su argomenti sensibili come la liberalizzazione nella circolazione dei servizi. I Quindici intendono infatti fare rispettare le loro esigenze nella negoziazione del budget 2007-2013 dell’Unione Europea per mantenere ad un livello accettabile i fondi comunitari. Su questo tema i malintesi si sono moltiplicati

  • Il sì al referendum francese torna maggioritario

    La rimonta delle ragioni del "sì" nella sinistra francese è dovuta quasi certamente ad un riequilibrio delle forze nel partito socialista. Gli ultimi sondaggi sostengono infatti che esiste una situazione di quasi parità: il “no” sarebbe al 51 per cento, mentre il “sì” al 49. Un’inchiesta ha rivelato che l’intervento di Lionel Jospin sugli schermi di France 2 del 28 aprile scorso è servito a puntellare il “sì” tra i socialisti, difeso dal loro segretario François Hollande.

  • Con Jospin speranze di recupero del sì

    Pur riconoscendo i limiti della sua azione di governo, da cui potrebbero discendere anche le attuali intenzioni di voto dei francesi che si esprimono su una politica decennale e non solo contro l’attuale governo, l'ex primo ministro francese Lionel Jospin mantiene una posizione critica rispetto al processo di allargamento e di costituzionalizzazione dell’Unione Europea. In diretta su France 2

  • Prodi: "Un no francese sarebbe una catastrofe per l'Europa"

    “Non posso immaginare un no francese. Ho sempre pensato che la Francia sia uno dei pilastri dell’Europa” ha detto l'ex presidente della Commissione europea

  • Chirac e Schoeder: “Costruiremo un’Europa più forte”

    Schroeder, all'Eliseo per sostenere la battaglia di Chirac contro il "no" al referendum, si mostra sorpreso per la reazione dei francesi contro la Costituzione europea. Chirac si appella ai temi sociali per difendere le ragioni del “sì” al referendum e scuotere il ventre molle del fronte del “no” in nome di un’“economia sociale di mercato”

  • Per Chirac dibattito in tv contro il “no” al referendum

    Il capo di Stato francese in diretta lancia la campagna per il "si" al referendum. Polemiche per l'uso di noti intrattenitori televisi per sostenere le posizioni politiche del governo. Ma il "no" continua a crescere nei sondaggi

  • Contro il Trattato a sinistra si riscopre l’unità e si respira aria di vittoria

    Allo Zénith di Parigi l'opposizione di sinistra al Trattato costituzionale europeo raduna 6 mila persone in contemporanea alla diretta di Chirac su Tf1. Polemiche contro il partito socialista francese: “la sinistra social-liberista deve capire- ha detto O. Bencacenot portavoce della "Lega Comunista rivoluzionaria" (LCR) nella foto - che non si governa il dibattito confondendo il “no” di sinistra” con quello dell’estrema destra”.

  • I socialisti francesi tra scismi e fratture

    La costituzione europea sta ormai risvegliando vecchi fantasmi che prima l’epoca di Mitterand e poi quella della “gauche plurielle” di Jospin sembravano avere dissolto. Una rassegna web sui siti della campagna referendaria e una galleria di opinioni dei protagonisti.

  • Attac placca i socialisti e dice "no" al referendum

    Una vittoria del “no” al referendum del prossimo 29 maggio non implicherà per Attac la fine del processo di costituzione dell’Unione Europea, ma il rispetto di alcune norme democratiche fondamentali: una più larga consultazione popolare negli Stati membri, allargata anche alle organizzazioni sociali attraverso i referendum che devono essere preferiti alla via parlamentare.

  • Per Joshka Fischer il futuro dell’Europa dipende dal voto francese

    In una recente visita in Francia il ministro degli esteri tedesco ha detto che nel referendum francese "E’ l’esistenza stessa dell’Europa a essere in gioco. Bisogna votare “sì” perché se rimanessimo solo con il Trattato di Nizza sarebbe la fine dell’Unione Europea”

  • Le paure del "dumping sociale" respingono la direttiva Bolkestein

    La direttiva Bolkestein prevedeva che i beneficiari dei servizi in diversi paesi membri dell’Unione europea siano sottoposti, a certe condizioni, alla sola legge del paese d’origine. Ma l'opposizione della maggioranza dei governi europei, tra cui Francia e Germania, legata ai timori di "dumping sociale" delle loro opinioni pubbliche, l'ha respinta. Le tensioni del referendum francese sulla Costituzione europea arrivano anche al Consiglio europeo.

  • Blair: sì al referendum ma prima le elezioni

    Se le urne gli daranno ragione alle politiche del prossimo 5 maggio è prevedibile infatti che l’attuale primo ministro possa uscire vincitore dalle urne anche tra un anno e mezzo. A dispetto dei risultati del referendum francese?

  • Il “no” è maggioritario tra i socialisti. “E’ un voto contro il governo, non contro la costituzione Europea”

    Nuovo sondaggio pubblicato su Le Figaro. Il “no” tra i socialisti sarebbe al 53 per cento.

  • Il 55 per cento dei francesi voterebbe “no” al referendum sul Trattato costituzionale

    E' il risultato di un nuovo sondaggio pubblicato il 26 marzo scorso: il "no" al trattato costituzionale europeo sarebbe in crescita anche a sinistra. Il "sì" è fermo al 45 per cento