Il Blog di MercurioCrs

MercurioWebLogIl Blog di MercurioCrs MercurioCRSLa newsletter del CRS |
Blair: sì al referendum ma prima le elezioniUltima modifica: lunedì 30 maggio 2005 Se le urne gli daranno ragione alle politiche del prossimo 5 maggio è prevedibile infatti che l’attuale primo ministro possa uscire vincitore dalle urne anche tra un anno e mezzo. A dispetto dei risultati del referendum francese? Tony Blair continua nella sua scommessa sull’Europa schierando il governo inglese per il “sì” al referendum sulla costituzione europea. Alcuni deputati del partito laburista sospettano che la sua determinazione di ignorare il risultato del referendum francese di fine maggio puntando ad un referendum inglese nell’autunno del 2006 obbedisca ad una precisa strategia. Se le urne gli daranno ragione alle politiche del prossimo 5 maggio è prevedibile infatti che l’attuale primo ministro possa uscire vincitore dalle urne anche tra un anno e mezzo. I sondaggi sembrano dargli ragione solo in parte. Quello condotto in Aprile da ICM Research Limited ha rivelato la volontà degli inglesi di rimanere membri dell’Unione Europea (il 30 per cento degli intervistati) senza però rinunciare alla sterlina (70 per cento), anche in caso l’Euro valga di più. (http://www.bbc.co.uk/radio4/today/reports/archive/international/europe.shtml) La conversione di Blair all’integrazione inglese nell’Unione Europea è piuttosto recente. In precedenza infatti preferiva fare riferimento ad una “carta delle competenze” piuttosto che ad una costituzione organica. Oggi sostiene che l’interesse del suo governo sta proprio nella costituzione ma pretende di conservare il diritto di veto britannico sulle politiche economiche, sulla difesa e sulla politica estera. Su questa piattaforma Blair ha stretto un’alleanza con il leader liberal-democratico Charles Kennedy. Gran parte dei quotidiani progressisti, dal Daily Mirror, l’Independent e il Guardian, appoggiano la sua campagna per il “sì” alla costituzione. I conservatori vogliono invece limitare i poteri dell’Unione Europea e respingono la costituzione. Vogliono un nuovo trattato che restituisca alcuni poteri agli Stati-Nazione. Il partito indipendente britannico pretende il ritiro dall’Europa, mentre i Verdi e il movimento pacifista fanno campagna per il “no” al referendum seguiti da più di 70 parlamentari laburisti. I quotidiani che appoggiano questo fronte sono: il Sun, il Daily Mail e il Daily Telegraph. (http://news.bbc.co.uk/1/hi/uk_politics/4208423.stm) “Se rifiuteremo il trattato – ha detto il ministro degli esteri Jack Straw – la Gran Bretagna sarà isolata e più debole in Europa. Non la pensa così Michael Ancram, il ministro degli esteri ombra del partito conservatore, che accusa il governo di confondere i problemi mettendo nello stesso piatto la questione del referendum sull’Unione europea con la ratifica della costituzione, mentre a suo parere dovrebbero essere “due cose separate”. A dispetto di questo “gioco sospetto” il referendum non ha alcuna “possibilità di diventare legge prima delle elezioni” ha aggiunto. “Quella di Blair è solo una cortina di fumo per accontentare la lobby pro-costituzione – conclude Ancram – Lui sa che non può vincere il referendum e ha paura”. La realtà è che il governo non vuole discutere la costituzione europea prima delle elezioni – sostiene Neil O’Brien, direttore del gruppo “Vote NO”- perché sa che è estremamente impopolare tra gli elettori e nel mondo degli affari”. (http://www.vote-no.com/home/home.aspx) Il partito per l’indipendenza britannica sostiene che “se il governo crede che un “no” significa che dovremmo abbandonare l’Unione Europea dovrebbe almeno chiederci se vogliamo realmente farlo. Ne usciremmo così presto e sarebbe meglio farlo subito”. (http://www.ukip.org/) La Verde Caroline Lucas apprezza il coraggio di Blair nel mantenere la promessa di fare il referendum, ma aggiunge che “il trattato è un documento difettoso che renderà l’Unine Europea meno responsabile e meno giusta” (http://www.carolinelucasmep.org.uk/). |
|
Sito realizzato da |