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Per Chirac dibattito in tv contro il “no” al referendum

Ultima modifica: lunedì 30 maggio 2005

Il capo di Stato francese in diretta lancia la campagna per il "si" al referendum. Polemiche per l'uso di noti intrattenitori televisi per sostenere le posizioni politiche del governo. Ma il "no" continua a crescere nei sondaggi

Se non vincerà il "sì", la Francia "cesserà di esistere politicamente" in Europa, "almeno per un certo periodo di tempo". Giovedì 14 aprile Chirac ha rilanciato dagli schermi di TF1 la campagna per il “si”. In evidente difficoltà davanti alla crescita del “no” nei sondaggi, Chirac ha scelto di esporre la posizione ufficiale della Francia davanti a 80 ragazzi tra i 18 e i 25 anni in un dibattito coordinato dal giornalista politico Patrick Piovre d’Arvor e tre intrattenitori della televisioni francese: Jean-Luc Delarue (France 2), Marc-Olivier Fogiel (France 3) e Emmanuel Chain (M6).

Un avvertimento, quello di Chirac, che non sembra smuovere le convinzioni dei francesi. Sabato 16 aprile, due giorni dopo la trasmissione televisiva, due nuovi sondaggi pubblicati da "Le Parisien" e "Aujourd'hui en France", danno il "no" al Trattato costituzionale al 56 per cento, con una crescita dell'1 per cento rispetto all'indagine precedente. Il 51 per cento delle persone intervistate sostiene che Chirac non ha saputo "essere convincente" nel spiegare le ragioni del sì.

"Chi ha detto che la campagna si fermerà dopo la prima trasmissione?" fanno sapere dall'Eliseo. Chirac ha già programmato altri interventi televisivi, anche se di forma più classica rispetto a quello del 14 aprile.

Per Chirac, "è normale che oggi si faccia polemica". "Ciò che mi rincresce è che questa polemica si fonda sull'ignoranza del testo" ha detto. "Dico semplicemente che questa costituzione è fatta per avere finalmente un'Europa organizzata e salvare i suoi valori che sono essenzialmente dei valori francesi che si sono imposti in Europa da almeno due secoli".

Chirac ha poi aggiunto che, davanti ai pericoli della mondializzazione, il trattato costituzionale europeo "risponde esattamente a una logica non liberale". Per affrontare la mondializzazione "sostenuta da una corrente ultraliberale", il presidente francese ha affermato che "l'Europa deve essere forte e organizzata". "Solo la nostra potenza politica, oggi, nel cuore dell'Europa, ci permetterà di difendere i nostri interessi. Se, domani, voteremo no, non avremo più potenza".

Chi sostiene che potremo rinegoziare il trattato in caso di vittoria del "no" non è serio per Chirac perché "siamo 25 e gli altri 24 non accetteranno mai di rinegoziare". Evocando il caso del "no" danese al Trattato di Maastricht e quello irlandese al Trattatto di Nizza, Chirac ha poi aggiunto che "non c'è stata alcuna rinegoziazione" e che "l'Europa ha semplicemente accettato che la Danimarca e l'Irlanda si sono ritirate da alcune politiche europee". Per Chirac, "l'interesse dei paesi anglo-sassoni e, a fortiori, degli Stati Uniti, è naturalmente quello di bloccare la costruzione europea che rischia di creare un domani un'Europa ancora più forte".

I sindacati dei giornalisti di France 2 France 3 et M6 protestano contro « il trionfo del markenting politico e dell’informazione spettacolo in disprezzo del giornalismo”. Il sindacato di France 2 ha chiesto di proibire la partecipazione al dibattito di Jean-Luc Delarue.

La scelta di Chirac di sposare l’ “infotainement” per promuovere le ragioni del “si” al referendum sul Trattato costituzionale del prossimo 29 maggio è inedita in Francia, ma rispecchia una difficoltà reale. E’ dalla metà di marzo, infatti, che tutti i sondaggi danno il “no” vincente accordandogli in media il 53,5 per cento dei consensi, con una crescita spettacolare di 12 punti nelle ultime settimane. Una crescita spettacolare di cui si stenta ancora a comprenderne le ragioni dato che il “si” è sostenuto da tutto l’arco costituzionale (Partito socialista, Verdi, Udf e Ump) che totalizzano insieme il 65 per cento dei consensi elettorali. Una situazione che non ha paragoni in Europa. Solo due mesi fa in Spagna il “si” ha conquistato l’80 per cento dei suffragi.

Ma è a sinistra che il “si” precipita paurosamente: 20 punti tra i Verdi, 15 tra i simpatizzanti socialisti. A destra, invece, l’Ump perde il 5 per cento mentre nell’Udf si registra un lieve incremento del 3.

Chirac sta mettendo in gioco la funzione del presidente: non solo ha firmato il Trattato, ma ha anche deciso di sottoporlo al referendum popolare evitando così la più comoda via parlamentare. Forte di una popolarità che un recente sondaggio dà al 42 per cento, contro il 33 per cento dei suoi predecessori, Chirac ha scelto di condurre una campagna alla luce del sole. Se il governo Raffarin deve tacere per dovere istituzionale, il Presidente continua a parlare.

Davanti alla crescita del “no” alla costituzione europea, Jacques Chirac in visita ufficiale a Tokio ha invitato i francesi a riflettere sul loro avvenire nell’Unione Europea prima del referendum del 29 maggio.

Il capo di Stato francese ha sottolineato “l’importanza della voce” e del “peso” della Francia nelle decisioni europee. “Le sorti della Francia, dei francesi come quella di tutti gli europei - ha detto Chirac - si gioca sempre di più nella discussione con i dirigenti europei nel quadro di un sistema la cui ambizione fondamentale è quella di radicare la democrazia e la pace”.

Durante il Consiglio europeo di Bruxelles del 23 marzo scorso, Chirac aveva già lanciato un monito ai francesi contro le tentazioni di trasformare il referendum in un “plebiscito” o di vedere in esso la possibilità di provocare un’“alternanza politica”.

Davanti a otto milioni di telespettatori, il 24 marzo il presidente francese ha lanciato una “campagna esplicativa” sul trattato costituzionale e ha denunciato la minaccia di una vittoria del “no” il prossimo 29 maggio. “Sono previste 500 assemblee – ha detto – io stesso ne farò venti per spiegare il trattato”.

La cronaca sul web

http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-631760,36-639477@51-634441,0.html

"Non abbiate paura. Non avete alcuna ragione di avere paura". Chirac parla ai giovani francesi e punta a ribadire il ruolo della potenza francese nel processo costituente dell'Europa "la prima potenza economica mondiale". Estratti della trasmissione televisiva in onda su Tf1 il 14 aprile 2005

http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-631760,36-639290@51-634441,0.html
Rifiutando ogni "drammatizzazione", Jacques Chirac ha detto giovedì sera 14 aprile su Tf1, durante un dibattito con 83 ragazzi, che se il trattato costituzionale europeo sarà rifiutato nel referendum del prossimo 29 maggio, "la costruzione europea si fermerà". E non sarà nemmeno possibile "rinegoziare" il trattato perché gli altri 24 paesi europei "non lo accetteranno mai"

http://www.ipsos.fr/CanalIpsos/articles/1545.asp?rubId=17
All'indomani dell'intervento di Chiarc su Tf1, il "No" aumenta. Con il 55 per cento dei voti, e un balzo di due punti rispetto alla settimana precedente, raggiunge il record da quando ha la maggioranza nei sondaggi. L'indagine dell'istituto demoscopico Ipsos.

http://www.elmundo.es/elmundo/2005/04/14/internacional/1113506847.html
Per "EL mundo" Chirac vota "sì" al referendum per difendere l'Europa dalla "globalizzazione" e dall'idea di un'Europa "anglosassone e atlantista". Quella del presidente francese è un'Europa "umanista" contro un'Europa "ultraliberista" organizzata sulla "società di mercato"

http://www.lefigaro.fr/referendum/20050413.FIG0026.html
Prove tecniche per l' "infotainement" alla francese. Polemiche in Francia per la scelta di Chirac di promuovere il "sì" al referendum nella trasmissione di Tf1 con alcuni degli intrattenitori più conosciuti delle televisioni d'oltralpe

Lo star system al soccorso della Ue
Con il referendum sulla costituzione, scrive Aldo Grasso sul Corriere della Sera, la Francia ha scoperto l' "infotainement"

http://www.liberation.fr/page.php?Article=290060
Sconcerto tra i socialisti dopo la prestazione televisiva di Chirac.

http://www.liberation.fr/page.php?Article=285470
Davanti alla crescita nei sondaggi del "no" al referendum del 29 maggio, Jacques Chirac in visita ufficiale a Tokio chiede ai francesi di riflettere "seriamente" sul loro avvenire in Europa