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Chirac e Schoeder: “Costruiremo un’Europa più forte”Ultima modifica: lunedì 30 maggio 2005 Schroeder, all'Eliseo per sostenere la battaglia di Chirac contro il "no" al referendum, si mostra sorpreso per la reazione dei francesi contro la Costituzione europea. Chirac si appella ai temi sociali per difendere le ragioni del “sì” al referendum e scuotere il ventre molle del fronte del “no” in nome di un’“economia sociale di mercato” Il quinto consiglio dei ministri franco-tedeschi è giunto a proposito nel cuore della campagna referendaria francese sul trattato costituzionale. Martedì 26 aprile il governo Schroeder è giunto in forze all’Eliseo per offrire a Chirac il suo sostegno in una campagna che lo vede seriamente in difficoltà. Alla fine della riunione dei due governi consacrata al lancio di un programma ambizioso di rilancio industriale e alla promozione della mobilità tra i due paesi, Chirac e Schroeder sono intervenuti nel pomeriggio alla Sorbona per celebrare il cinquantesimo anniversario della camera di commercio e dell’industria franco-tedesca. Chirac ha riaffermato l’ambizione dei due paesi di lavorare insieme per salvare l’industria essenziale per la creazione di posti di lavoro, oggi minacciata dalla competizione con i paesi asiatici e quelli americani. Francia e Germania registrano dall’inizio dell’anno un forte tasso di disoccupazione che resta sempre la loro principale preoccupazione. La costituzione europea, che la Germania dovrà ratificare proprio qualche giorno prima del referendum francese del 29 maggio, rappresenta per Schroeder l’occasione di non ripiegarsi su se stessi, ma di rilanciare. Schroeder ha anche confessato la sua sorpresa per la crescita del “no” nei sondaggi sugli orientamenti del voto dei francesi. L’Europa politica è fondata, ha ricordato Chirac, “sulla pace che il Trattato costituzionale consolida” e che ha permesso di costruire un modello inedito di convivenza. Con la Costituzione, infatti, “per la prima volta 25 popoli si uniscono per raccogliere la sfida di una democrazia europea che rispetta l’identità di ciascuno” ha detto Chirac. Un tema sensibile, quello dell’identità che ha provocato nervosismi, a destra come a sinistra, alimentati dalle difficoltà economiche e sociali ormai dilaganti. “Abbiamo bisogno di questa costituzione perché vogliamo costruire l’Europa sui valori e non solo sul mercato” ha ribadito ancora Chirac. Ed ecco la sua ricetta che utilizza temi sociali per sensibilizzare le parti più critiche della sinistra contraria alla Costituzione: nessun progresso sociale è possibile senza un rogresso economico attento all’ambiente e accompagnato da “servizi pubblici forti e accessibili a tutti”. Come nel caso del rifiuto della direttiva Bolkesten, infatti, Chirac cerca di appellarsi ai temi sociali per difendere le ragioni del “sì” al referendum e scuotere in nome di un’“economia sociale di mercato” il ventre molle del fronte del “no” che lamenta la mancanza di questi temi nella costituzione. La cronaca sul web
http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-631760,36-643041@51-634441,0.html
http://permanent.nouvelobs.com/europe/20050426.OBS5090.html Gerhard Schroeder è a Parigi per un incontro congiunto dei governi tedesco e francese mirato a rafforzare i legami economici tra i due paesi. Schroeder ha dichiarato che la Francia può e deve votare "si" al referendum del 29 maggio sulla Costituzione europea. La costituzione europea, hanno detto i due politici, "renderà la Francia più forte in Europa e l'Europa più forte nel mondo e che un no significherebbe assumersi la responsabilità di aver interrotto 50 anni di costruzione europea, 50 di movimenti verso la pace e la democrazia" http://www.guardian.co.uk/international/story/0,3604,1471118,00.html |
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