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Costituzione europea: quella sinistra che dice sì

Ultima modifica: lunedì 30 maggio 2005

In nome della "sovranità condivisa" e della critica radicale allo "Stato-nazione" europeo, fautrice di un'alleanza tattica con il capitalismo europeo "contro l'Impero", è la sinistra che si oppone ai socialisti e ai comunisti (e ad Attac) che dicono "no" al Trattato costituzionale europeo sul quale si vota in Francia il 29 maggio

“Stasera siamo in famiglia”. Venerdì 13 maggio, nella sala delle feste di Saint-Michel-sur-Orge (Essonne) la famiglia di Julien Dray, deputato e portavoce socialista, negli anni Settanta giovane militante della Lega comunista rivoluzionaria (LCR), è composta da Daniel Cohn-Bendit, ex leader del 68 parigino e eurodeputato dei Verdi, e Toni Negri, 71 anni, presentato come “filosofo altermondista” che in francese suona un po’ come “no global”.

“Questa assemblea – ha continuato Dray – ha il profumo della giovinezza”. Il suo scopo: mostrare che esiste un “sì” al Trattato costituzionale europeo compatibile con il pensiero della “sinistra radicale”.

“Stasera non discuteremo di questo o di quell’articolo del Trattato” ha avvertito Dray. Negri ha subito messo le carte in tavola: sì alla costituzione per criticare duramente “lo Stato-nazione, la forma dell’organizzazione delle élite capitalistiche”, “il luogo dell’organizzazione del mercato”. Ratificare la Costituzione europea significa iniziare “a bloccare la capacità del grande capitale di organizzarsi al livello finanziario, militare, comunicativo” e, soprattutto, consentire all’Europa di accedere finalmente ad un livello di “potenza continentale” indispensabile per “opporsi al processo della guerra” voluto dall’Impero.

Vivace, e senza peli sulla lingua, la polemica di Negri contro le sinistre, socialiste e comuniste, che in Francia hanno scelto di votare “no” al referendum del 29 maggio. “Morte alla patria!”. E poi s’interroga: “Come ci si può dire comunisti senza tenere conto dei rapporti di forza mondiali?”. L’Europa deve cogliere l’occasione del Trattato, deve cioè assecondare, con le parole di Negri, “questa occasione machiavellica”. Come Machiavelli, nel Rinascimento, invocava un principe per fare l’unità dell’Italia, identificandolo in uno degli eredi della dinastia dei Medici, anche “l’Europa deve oggi, per costruirsi, pagare il prezzo al liberalismo”.

Certo, la terza parte del Trattato contiene effettivamente “le leggi che i padroni hanno deciso”, ma bisogna ricordarsi una delle leggi della dialettica politica: le alleanze tattiche. “Il proletariato – ha concluso Negri – ha interesse ad allearsi con i capitalisti locali per contrastare il capitale globale”.

Daniel Cohn-Bendit ha creato una metafora per parlare dell’Europa di oggi : l’Unione Europea vista con gli occhi di uno storico del 2040. Il risultato è che “il Trattato costituzionale non garantisce niente, ma apre delle possibilità. Questo spazio aperto sarà conquistato dalle forze della protesta”. E assicura che “il primo gesto del Parlamento europeo, a Costituzione adottata, sarà quello di depositare un emendamento per l’Europa sociale”.

Cohn-Bendit ha poi criticato aspramente chi, come Chirac, ma anche numerosi esponenti della sinistra francese, identifica “l’Europa sociale” con i “valori” e la “cultura francese” come se l’Europa fosse la creazione esclusiva della Francia e non di un concerto molto più ampio di paesi. “In Francia, a sinistra, – ha detto – c’è un fattore ideologico che falsifica il dibattito sulla questione europea in nome di una « Repubblica gallo-comunista » vale a dire la resistenza di un’idea per cui “l’Europa deve assomigliare alla Francia – ha concluso Cohn-Bendit – la sovranità condivisa significa chiedere in prestito agli altri ciò che hanno di meglio, ma anche l’obbligo di proseguire insieme”.

Voci dal Web

Il no, questo voto che rivela l'impotenza dei movimenti. Un articolo di Yann Moulier-Boutang e Dominique Boullier, direttori delle riviste "Multitudes" e "Cosmopolitiques". "le politiche nazionali non possono proteggere i salariati contro la finanziarizzazione mondiale". La costituzione europea, se modificata, potrebbe essere uno dei mezzi per farlo. Oggi occorre però ratificarla

http://www.liberation.fr/page.php?Article=295827

Tre buone ragioni per votare "sì" al referendum francese sul Trattato costituzionale europeo

http://multitudes.samizdat.net/article.php3?id_article=1742

Un appello firmato da un centinaio di giuristi francesi per il "sì". Dove si comprendono quali, e quanti margini politici e costituzionali esistono per modificare da subito il Trattato costituzionale

http://multitudes.samizdat.net/article.php3?id_article=1960