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Il sì al referendum francese torna maggioritario

Ultima modifica: lunedì 30 maggio 2005

La rimonta delle ragioni del "sì" nella sinistra francese è dovuta quasi certamente ad un riequilibrio delle forze nel partito socialista. Gli ultimi sondaggi sostengono infatti che esiste una situazione di quasi parità: il “no” sarebbe al 51 per cento, mentre il “sì” al 49. Un’inchiesta ha rivelato che l’intervento di Lionel Jospin sugli schermi di France 2 del 28 aprile scorso è servito a puntellare il “sì” tra i socialisti, difeso dal loro segretario François Hollande.

Ad un mese dal referendum sulla Costituzione europea, il “sì” conquista per la prima volta il vertice nelle intenzioni espresse dai francesi. Secondo il sondaggio “I francesi e il referendum sul trattato costituzionale” realizzato il 27 e il 28 aprile scorso da “Le Monde”, “Rtl” e “Lci” su un campione di mille persone sarebbe il 52 per cento a dirsi pronto a sbarrare la casella del “sì” nell’urna del 29 maggio.

Solo dieci giorni fa il “no” rappresentava il 55 per cento delle intenzioni di voto ed era sempre in vertiginosa ascesa. Aumentava di due punti percentuale ogni due settimane. All’inizio di aprile la maggioranza degli interpellati dava il “no” vincente con il 53 per cento.

Vediamo all’analisi delle intenzioni di voto nei singoli partiti. Il “sì” riscuote molti successi nei partiti della destra governativa. I simpatizzanti dell’Ump e dell’Udf voterebbero sì rispettivamente all’83 per cento e al 74 per cento. Sono cifre che confermano un netto cambiamento di opinione nell’Ump nell’ultimo mese (il “sì” era al 63 per cento ad inizio aprile).

L’ostilità alla Costituzione europea è invece predominante tra i militanti del Front National di Jean-Marie Le Pen (87 per cento). Ma anche a sinistra il “no” spadroneggia: nel partito comunista è all’82 per cento, tra i verdi è al 61, anche se il suo primato ha registrato negli ultimi giorni dei colpi a vuoto (dal 95 al 75 per cento di metà aprile).

La rimonta delle ragioni del « sì » nella sinistra francese è dovuta quasi certamente ad un riequilibrio delle forze nel partito socialista. Gli ultimi sondaggi sostengono infatti che esiste una situazione di quasi parità: il “no” sarebbe al 51 per cento, mentre il “sì” al 49. Un’inchiesta ha rivelato che l’intervento di Lionel Jospin sugli schermi di France 2 del 28 aprile scorso è servito a puntellare il “sì” tra i socialisti, difeso dal loro segretario François Hollande.

Le categorie sociali più sensibili alla campagna del « sì » sono i quadri dirigenziali, le professioni intellettuali (il 72 per cento contro il 53 di un sondaggio precedente) e, più in generale, le persone anziane (67 per cento).

I giovani, sono invece orientati per votare « no » (55 per cento). L’opposizione più dura, anche se in declino, al Trattato costituzionale sembra sia invece quella degli operai (il 66 per cento contro il 70 di metà aprile) e degli impiegati (il 53 per cento contro il 75 di quindici giorni fa). Il “sì” e il “no” tra i commercianti sembrano invece per il momento dividersi la posta dei consensi in parti uguali.

Interrogato sulle conseguenze del « no » al referendum, il 45 per cento del campione ha risposto che la Francia sarà “molto indebolita”, mentre il 44 per cento non crede ad una catastrofe.

Gli aggiornamenti sul web

Tutti i sondaggi di opinione sull'orientamento al voto del 29 maggio sul sito dell'istituto Ifop

http://www.ifop.com/europe/banque/europe.asp


Gli aggiornamenti sulle opinioni politiche dei francesi a proposito dell'Europa sul sito dell'Istituto demoscopico Ipsos

http://www.ipsos.fr/CanalIpsos/cnl_Content_lst.asp?rubId=19