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I socialisti francesi tra scismi e frattureUltima modifica: lunedì 30 maggio 2005 La costituzione europea sta ormai risvegliando vecchi fantasmi che prima l’epoca di Mitterand e poi quella della “gauche plurielle” di Jospin sembravano avere dissolto. Una rassegna web sui siti della campagna referendaria e una galleria di opinioni dei protagonisti. A poche settimane dal referendum del 29 maggio sulla costituzione europea, la sinistra francese appare più divisa che mai. Tra scismi nel partito socialista e rotture tra il partito socialista e quello comunista, qualcuno teme che il malessere sfocerà in una vera e propria bocciatura del trattato costituzionale approvato a Roma nell’ottobre 2004. All’indomani della faticosa vittoria nel referendum del 1 dicembre 2004 (il “sì” ha ottenuto il 59 per cento), il segretario del partito socialista francese François Hollande ha compreso che le ragioni del “no” (ferme a dicembre al 41 per cento) capitanate dal numero due del partito Laurent Fabius sono ancora solide e, anzi, continuano a mietere consensi. Al culmine del paradosso, Hollande comincia a vedere le prime avvisaglie di una drammatica crisi interna. Fabius non minaccia una scissione, né ha in mente di costituire un nuovo partito da una corrente interna così come fece nel 1992 Jean-Pierre Chevènement quando, in occasione del referendum su Maastricht, trasformò la sua corrente “Socialismo e Repubblica” nel “Movimento dei cittadini” per intercettare il “no” dei “sovranisti” di sinistra e poi finì per lasciare i socialisti e creare un suo partito. La strategia di Fabius rappresenta un’insidia per Hollande. Restare nella direzione del partito ha significato infatti ostacolare la campagna per il “sì” al referendum di maggio. Le sue accuse a Hollande di avere sposato la linea di Chirac che ha anticipato il referendum previsto inizialmente in autunno a maggio memore della batosta elettorale subita alle amministrative di dicembre dopo il referendum dei socialisti ha causato non pochi malumori. Lo scorso 8 marzo Fabius ha dovuto fare pubblica ammenda davanti al comitato centrale del partito ed è stato costretto a esprimere la sua più completa solidarietà al segretario. Il fronte del “no” è molto vasto in Francia. Mette insieme soggetti come Attac e l’estrema sinistra troskyista in nome di uno slogan particolarmente convincente in Francia. Il no è in primo luogo rivolto contro la sinistra “neoloberista” che ha sponsorizzato il trattato costituzionale che di quel neoliberismo, soprattutto nella sua terza parte, è la prova dell’esistenza di una dittatura neoliberista a livello continentale. Hollande spera invece che, dopo il 29 maggio, la sinistra diventi più matura e responsabile scegliendo la strada già percorsa nelle alleanze locali. Le elezioni presidenziali sono ormai alle porte, nel 2007, Hollande spera che le divisioni sanguinose che portarono nel 2000 alla catastrofica affermazione dell’ultra destra di Jean-Marie Le Pen al primo turno siano solo un ricordo. La situazione è tesa e non mancano accuse a Fabius che già lo stigmatizzano come il responsabile della prossima sconfitta alle presidenziali. La frattura tra la sinistra “radicale” e quella “riformista” è ormai centenaria in Francia. Tra la sinistra che preferisce “l’esercizio del potere” come disse Léon Blum, e la sinistra che preferisce conquistare quel potere il duello è permanente e senza esclusioni di colpi sin dal congresso di Tours del 1920. La costituzione europea sta ormai risvegliando vecchi fantasmi che prima l’epoca di Mitterand e poi quella della “gauche plurielle” di Jospin sembravano avere dissolto. La straordinaria tenuta anche elettorale dei partiti radicali francesi costituisce per i socialisti un problema complesso a cui non sembrano ancora avere dato una soluzione stabile. Rassegna Web
Il sito della corrente di minoranza del partito socialista francese rappresentata dal numero due del partito Laurent Fabius. Tutte le dichiarazioni del fronte compatto del "no" che ha visto dallo scorso settembre una crescita eponenziale dei contatti
http://www.ambitioneurope.org/ Le opinioni
I commenti sul WebLa guerra tra le "due sinistre" vista d'Oltralpe. Da una parte, i social-democratici europeisti. Dall'altra, quelli che sognano una rottura con il capitalismo e si appellano al "no" contro la Costituzione europea. Uno scontro che dura da almeno 20 anni... http://archives.nouvelobs.com/recherche/article.cfm?id=136975& |
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