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Un 9 maggio di festa e di lottaUltima modifica: lunedì 30 maggio 2005 Il 9 maggio si celebra la “giornata dell’Europa” che cade simbolicamente all’indomani della capitolazione tedesca del 1945, il cui 60mo anniversario ha avuto quest’anno una risonanza eccezionale in tutta Europa. A Parigi, e in tutta la Francia, numerose le manifestazioni per il "sì" e il "no" alla Costituzione Un nastro blu per sostenere la Costituzione europea. Quello della bandiera europea è il nuovo simbolo che i partigiani del sì useranno il 9 maggio, giorno dell’Europa, per continuare la loro battaglia per il referendum del 29 maggio. Diventato nel 1986 “Giornata per l’Europa, il 9 maggio cade simbolicamente all’indomani della capitolazione tedesca del 1945, il cui 60mo anniversario ha avuto quest’anno una risonanza eccezionale in tutta Europa. La giustapposizione delle due date segna la fine di un incubo, della rinascita europea ed oggi della campagna referendaria francese sul Trattato Costituzionale. Il 9 maggio 1950, tra gli ori del salone dell’orologio del Quai D’Orsay, l’allora ministro francese degli Esteri, Robert Schumann, lanciava solennemente l’idea di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) che avrebbe dovuto non solo rendere « impensabile » la guerra tra la Francia e la Germania, ma anche, gettare le basi di un progetto ambizioso di riunificazione del continente. “Mettere oggi in comune le produzioni del carbone e dell’acciaio assicurerà immediatamente la creazione di basi comuni per lo sviluppo economico, prima tappa della Federazione Europea” assicurò Schuman. Oggi quella “federazione” è nata, anche se non sotto la forma di un’Unione federalistica tra Stati, come probabilmente i padri fondatori avrebbero desiderato, e si gioca buona parte del suo futuro il prossimo 29 maggio in Francia. Sono numerose le associazioni mobilitate in tutto il paese per la giornata del 9. Una “carovana del sì” al referendum, composta da una ventina di giovani europei militanti di sinistra, sarà ricevuta lunedì da una delegazione del partito socialista composta dal segretario François Hollande e dal sindaco di Parigi Bertrand Delanoë dopo aver percorso in quindici giorni la Francia. Lo stesso giorno anche i dirigenti del Partito popolare europeo, che raggruppa i partiti della destra europea, si daranno ugualmente appuntamento a Parigi. Il campo del “no” conta invece di trasformare il 9 maggio in una giornata contro l’ “Europa liberale” che la Costituzione europea “ha scolpito nel marmo”. In tutte le stazioni parigine, ad esempio, Attac e le organizzazioni femministe favorevoli al “no” denunceranno la “piega” che rappresenta ai loro occhi la Costituzione europea per le donne. Nel Trattato costituzionale, infatti, il diritto al divorzio, alla contraccezione e all’aborto non sono riconosciuti e, “se questo Trattato fosse riconosciuto ciò non farebbe altro che rafforzare le disuguaglianze tra gli uomini e le donne” si legge nel volantino distribuito in preparazione delle manifestazioni. Il 9 maggio diventerà anche l’occasione per protestare contro la predominanza del “sì” su tutti i media francesi. Il Segretario del partito comunista francese, Marie-George Buffet, che milita per il “no”, ha definito quella del “sì” una “campagna di Stato”. Vista la sovraesposizione di Chirac in prima persona, tornato negli ultimi giorni a fare campagna per il “sì” in televisione, il Consiglio superiore dell’audiovisivo francese ha indirizzato una lettera a tutte le catene televisive chiedendo di rimediare a questa situazione di “disequilibrio”. Nella partita del sì e del no il tabellone dei sondaggi sembra per il momento indicare un pareggio. 50 per cento per il sì e altrettanto per il no. Nella prossima settimana sugli schermi televisivi francesi si alterneranno tutti i leader politici. Dopo Rtf1 Chirac è stato su France 2, stavolta solo davanti ad un gruppo di giornalisti, e ha lanciato un anatema: “Non si può dire di essere europei e poi votare no”. La cronaca sul WebL’intervento di François Hollande su “Le Monde”: « La democrazia non è un rischio, ma un’opportunità. A meno di un mese dal referendum, il cui risultato nessuno può prevedere, non mi pento né di avere consultato i militanti socialisti né di avere appoggiato questo referendum. Sono convinto che l’Europa politica non possa essere costruita senza l’adesione ponderata dei suoi cittadini. Ho fiducia nel popolo francese, nella sua lucidità e nella sua intelligenza collettiva”. http://www.ouisocialiste.net/article.php3?id_article=828 La polemica di Bertrand Delanoë, sindaco di Parigi, contro il fronte del “no” http://www.ouisocialiste.net/article.php3?id_article=833 La manifestazione di Attac del 9 maggio: “Un no femminista” in tutte le stazioni ferroviarie di Parigi dove saranno distribuite copie del Trattato costituzionale. Per dimostrare come alcuni fondamentali diritti delle donne siano negati o del tutto rimossi. L’appello di 200 femministe francesi contro una Costituzione che è “una piaga per le donne”. |
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