Sei in: Home / Testi / Prigioni Cia in Romania

Prigioni Cia in Romania

Ultima modifica: giovedì 20 aprile 2006

In un fax trasmesso dal ministero degli esteri egiziano all’ambasciata egiziana di Londra ci sarebbe la prova

In un editoriale pubblicato domenica 8 gennaio sul settimanale svizzero SonntagsBlick è stato pubblicata un’informazione che rischia di provocare una tempesta. Il settimanale specializzato in servizi scandalistici afferma di essere entrato in possesso di un documento dei servizi segreti elvetici che costituirebbe la prima “prova” dell’esistenza delle prigioni segrete della Cia in Europa, dove sarebbero stati detenuti e interrogati simpatizzanti di Al-Qaeda.

Il documento consisterebbe in un fax trasmesso dal ministero degli esteri egiziano all’ambasciata egiziana di Londra che i servizi segreti svizzeri avrebbero intercettato alla metà di novembre del 2005. In questo testo, redatto in francese, il ministero afferma di avere appreso “per proprio conto” che la Romania avrebbe permesso alla Cia di interrogare sul proprio territorio 23 cittadini iracheni e afgani.

I fatti sarebbe accaduti nella base di Mihail Kogalniceanu che si trova in prossimità di Constantza, un porto sul Mar Nero. La nota aggiunge che esistono dei centri di detenzione e di interrogatorio in Ucraina, in Kosovo, in Macedonia e in Bulgaria. E cita ugualmente le informazioni dell’Ong Human Rights Watch sui voli segreti che hanno attraversato la Polonia e la Romania fino al settembre 2005.

Secondo SonntagsBlick, nella notte del 15 novembre le « grandi orecchie » elvetiche avrebbero captato il fax grazie al sistema Onyx che, dal 2000, permette alla Svizzera di sorvegliare le comunicazioni civili e militari via satellite. Quasi un Echelon in miniatura (il programma di ascolto e spionaggio americano), lo scopo di Onyx è quello di raccogliere le informazioni su eventi e situazioni all’esterno che riguardano la sicurezza svizzera e che per natura devono rimanere confidenziali.
In svizzera, l’imbarazzo è grande. Il dipartimento federale della difesa (DDPS), rifiutandosi di commentare, ha riconosciuto che un documento segreto è stato ad ogni modo messo a disposizione del pubblico.

Il ministero ha annunciato l’apertura di un’inchiesta amministrativa.
Il parlamentare svizzero Dick Marty, che ha ricevuto l’incarico da parte del Consiglio Europeo di indagare sulle « prigioni segrete » della Cia in Europa non ha potuto confermare l’autenticità del fax egiziano. In una dichiarazione all’agenzia SwissInfo, Marty ha confermato che il documento « riprende delle informazioni che confermano gli indizi che sono già a disposizione ».

In Romania, l’articolo del SonntagsBlick ha rilanciato lo scandalo esploso nel novembre del 2005 dopo le accuse lanciate da Human Rights Watch. Bucarest aveva smentito. Bucarest avait démenti. La base di Mihail Kogalniceanu — utilizzata dall’esercito americano durante la guerra in Iraq — era nota com aeroporto nel quale gli aerei Cia, provenienti da Kabul con destinazione Guantanamo, avevano fatto scalo il 23 settembre 2005.