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Abecedario delle banlieues in rivolta

Ultima modifica: giovedì 2 novembre 2006

Giuseppe Allegri

Note a margine di Guido Caldiron, Banlieue. Vita e rivolta nelle periferie della metropoli, manifestolibri, 2005

«Trovò nell’entropia la misura del disordine di un sistema isolato, una metafora adeguata a certi fenomeni del suo mondo»

T. Pynchon, Entropia, 1960.

Con questo volumetto di Guido Caldiron siamo di fronte ad una ricerca condotta sul campo delle banlieues parigine (e non solo), che ha avuto l’invidiabile fortuna di venir pubblicato all’indomani della recente esplosione dei moti di fine ottobre, inizio novembre scorso (1).

È una sorta di itinerario all’interno di un ipotetico abbecedario delle banlieues, che passa da Arabicidio a Rap, da Coprifuoco a Rivolte, da Polizia a Racaille e che prende in esame il succedersi degli eventi tra la metà degli anni ’70 ed oggi, costellati da più di 200 giovani banlieusards morti nelle strade delle Cités, o nelle caserme o commissariati della polizia; e gli ultimi in ordine di tempo sono proprio Bouna Traoré e Zyad Benna, 15 e 17 anni, morti il 27 ottobre 2005 a Clichy-sous-Bois e all’origine dei successivi moti di strada.

Caldiron sembra concordare con chi interpreta le banlieues come una sorta di laboratorio sociale della seconda modernità: «la banlieue è oggi portatrice di un’altra modernità, cui vanno strette le nozioni tradizionali di inserimento e integrazione. Su questa sfida si misura però gran parte del futuro della nostra società» (per prendere in prestito le parole del sociologo Alain Bertho). Tra crescita esponenziale dei meccanismi di controllo e sviluppo di un’architettura che sembra disegnare delle cartografie dell’esclusione e dell’esilio, il modello delle banlieues nasce con la transizione tra la IV e la V Repubblica, con il generale de Gaulle che sale al potere e il drammatico precipitare della crisi algerina: con l’affermarsi di tendenze presidenziali nella forma di governo ed il succedersi degli scontri sulla guerra d’Algeria.

E il pensiero non può non andare a quel terribile 17 ottobre 1961, alla cruenta morte di più di 200 arabi sotto i colpi della gendarmeria e molti dei quali gettati nella Senna, torturati, sfigurati (memorabile il libro del giallista D. Daeninckx, A futura memoria, che Caldiron giustamente evoca). È il cuore nero nella fondazione di una Repubblica che automaticamente interroga la crisi del modello di integrazione repubblicano francese: anzi il sottinteso richiamo che si evince tra le righe di questo volume potrebbe essere l’oggetto di un’ulteriore riflessione sull’esplosione del modello banlieues proprio nell’epoca in cui gran parte dei costituzionalisti e degli scienziati politici d’oltralpe ritengono in crisi il modello repubblicano francese e già parlano di una prossima, se non già esistente, VI Repubblica. Come se modello banlieues e modello repubblicano francese fossero arrivati insieme alla resa dei conti, cinquant’anni dopo la loro coeva fondazione.

Ma molti altri sono gli spunti interdisciplinari che la ricerca di Caldiron dona al lettore attento e disponibile a lasciarsi guidare in ricostruzioni che vanno dall’analisi degli stili di vita (il rap e le mode delle banlieues, che spesso vengono saccheggiate e sfruttate dai cool hunter dell’onnivoro capitalismo immaginario) alle riflessioni sulla ricerca di una nuova cittadinanza e delle lotte per il riconoscimento, che portano ad evidenza la «contraddizione tra assimilazione culturale e l’emarginazione sociale» dei banlieusards, che «nutre il loro odio e la loro disposizione alla violenza» (per dirla con Ulrich Beck, I giovani “superflui” delle periferie, in La Repubblica, 3 gennaio 2006).

Un lavoro ricco di spunti e intuizioni che nulla ha a che spartire con improbabili instant book, ma che invece sembra consegnato alla riflessione di lungo corso.

1) All’interno di questo sito è stata seguita con particolare attenzione il succedersi dei moti nelle banlieues francesi dello scorso autunno, perciò si rinvia a:

I riot giorno per giorno Cronologia della rivolta per immagini

Banlieues neocoloniali La rivolta delle Banlieues francesi contro l'apartheid delle metropoli europee. Gli interventi di Giuseppe Allegri, Miguel Mellino e Filippo Del Lucchese

Alle frontiere dell'apartheid Intervista a Etienne Balibar. La rivolta nelle banlieue è il risultato del razzismo istituzionale che caratterizza non solo la Francia, ma tutta l'Europa.

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