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Rivisteria

Uno sguardo al mondo delle riviste italiane: politica, filosofia, lavoro e costituzione. Una ricognizione su un mondo sommerso, ma effervescente, alla ricerca di autori, temi e percorsi di lettura inediti

  • Vite di scarto globali

    Kainos è una rivista pubblicata dall’editore napoletano Filema ma ha anche un sito internet: http://www.kainos.it/

  • L’emergenza tra diritto e politica
    Stefano Anastasia

    Il primo numero di "Antigone. Quadrimestrale di critica al sistema penale e penitenziario". Una critica serrata dell’emergenza. Un quadro che ha fatto dell’emergenza, giustificata come stato d’eccezione, il principio uniformante una intera concezione e un intero sistema di controllo

  • Il pluriverso politico del corpo

    Postfilosofie, "Riconoscimento/misconoscimento" (Cacucci).Al termine della lettura il riconoscimento rimane in ogni caso una categoria che può essere usata tanto per valorizzare il proprio sé nell’unità tra corpo e mente, quanto per estendere il legame sociale su scala globale

  • La costituzione dei lavori
    Giuseppe Bronzini

    «Democrazia e diritto» 3,/2004 "Nuovo diritto del lavoro?". Dedicata al diritto del lavoro. La crisi epocale della «subordinazione» alla luce delle misure legislative che hanno modificato il welfare state, mentre emerge una visione «pluralista» del rapporto di lavoro che fa leva sul riconoscimento e sulla centralità politica dei «nuovi diritti»

  • Scismatici neocons

    Si chiude la stagione di due riviste storiche del movimento neoconservatore americano: The National Interest e The Public Interest. Un bilancio dell'avventura intellettuale di un gruppo di intellettuali nel secondo mandato presidenziale di George Bush

  • I chierici della società dei proprietari

    Americanismo, in fondo a destra», l'ultimo numero della rivista «Il Ponte» che è stata presentata dal Centro Riforma dello Stato in un seminario con Carlo Galli a Roma

  • L'indocilità ragionata di Michel Foucault

    Aut Aut, "Michel Foucault e il potere psichiatrico" (Il Saggiatore). Foucault iniziò a studiare nella Storia della follia (1961), di cui in Aut Aut viene tradotta una parte espunta dalla versione italiana, la divisione tra la ragione e la follia, il suo doppio inquietante. In quell’indagine scopriva le trasformazioni del discorso e delle pratiche di controllo sociale: il folle, considerato vicino al divino nel Medioevo, veniva trasformato in soggetto pericoloso, malato, più vicino alla bestia che all’umano che doveva essere disciplinato all’interno degli asili psichiatrici

  • Bricolage genealogico per tutti e per nessuno
    Anna Simone

    Millepiani, "Moltiplicare Foucault. Vent’anni dopo", Mimesis. Michel Foucault, a vent’anni dalla sua morte, non smette mai di stupirci. Non perché sia stato un profeta ma perché ha saputo trasmettere, con le sue aperture teoriche, con le sue analisi lucide e nitide, la possibilità del vivere al plurale senza, per questo, smettere di lottare. E quindi: Moltiplicare Foucault

  • il Wal-Mart della guerra globale

    Posse “L'arte della guerra” (Manifestolibri). Pensare la guerra non come gioco strategico autoreferenziale, ma come forma contemporanea dell’ostilità politica che non trova più né la delimitazione sovrana dello Stato né una legittimazione democratica negli eserciti di massa che hanno preso la scena della battaglia sin dal tempo di Napoleone

  • Per una contro-storia del materialismo

    E' l'ambizione di "Quaderni Materialisti", giunta al quinto numero. L’apparente eterogeneità degli argomenti segue tuttavia un filo teorico, quello della ricostruzione di una genesi diversa della storia del materialismo