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Ue: conflitti di welfare
Quale modello sociale l'Unione Europea adottera? La "flexsecurity" danese, il il liberismo sociale anglosassone o il welfare alla tedesca? Il 27 ottobre Tony Blair ha convocato un Consiglio informale europeo per discuterne. Riuscirà a traghettare il Welfare dal Reno al Tamigi?
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La Waterloo europea
A 190 anni dalla storica sconfitta contro gli inglesi, Jacques Bonaparte Chirac è oggi confinato nella Sant'Elena dell'Eliseo dopo che Blair, all'ultimo consiglio europeo, ha manovrato come a Waterloo. Firmerà la resa con il nuovo asse anglo-tedesco o continuerà sino alla fine?
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Nessuna costituzione per il 2006. L’Europa è in crisi
Il consiglio europeo annuncia la crisi del processo di ratifica della Costituzione europea. Portogallo e Danimarca annullano le consultazioni popolari previste per settembre e ottobre. Dalle capitali europee, e da Bruxelles, cronaca in diretta di una crisi senza uscita
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Dal giardino francese è sparita la religione d’Europa
Il sogno europeo non ha più posto nei cuori francesi. Si è rotto il rapporto tra le classi dirigenti che hanno dettato i tempi dell’integrazione europea e gli elettori. Ma il disastro politico dell'élite che ha voluto l'Europa a sua immagine e somiglianza lascia spazio ad una domanda che oggi non ha ancora risposta: quale Europa vogliono gli europei? Più sociale o, per abitudine o indifferenza, sempre più anglosassone?
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L’Europa e la paura del “popolo”. Crisi di legittimità, incapacità del consenso
Alessandro Coppola, Mattia Diletti, Mattia Toaldo
La costituzione è stata rifiutata dalla Francia, e con essa il tentativo di conciliare in un unico assetto istituzionale due visioni dell’Europa, quella anglosassone (il libero scambio) e quella dell’asse franco – tedesca (protezione sociale e aspirazioni geopolitiche). Ogni volta che l'Europa politica muove i suoi primi passi si scontra con la lontananza dei suoi cittadini
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L'ultimo referendum di Jacques Bonaparte Chirac
Giuseppe Allegri
Chirac nel suo ultimo messaggio televisivo invita i francesi a non “confondere le questioni”: il No al referendum di domenica è un disastro per la Francia, non un voto contro di lui. Ma il voto si è trasformato in una sanzione contro l’attuale maggioranza governativa, ed in particolare contro Jacques Chirac. E’ il costante leitmotiv della storia istituzionale francese che lega l’esperienza bonapartista a quella gollista, in cui gli appelli al popolo convocati dall’alto finiscono per incoronare novelli cesari, imperiali o repubblicani che siano, ovvero per decretare la fine di annose carriere politiche (quella dello stesso de Gaulle, con il referendum del 1969). E la china di J. Chirac, ma intanto, immediatamente, quella di J.-P. Raffarin
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