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Vivere con HamasUltima modifica: giovedì 20 aprile 2006 Sette domande e risposte su Hamas. Dopo il clamoroso risultato elettorale di fine gennaio che lo ha portato alla maggioranza assoluta nel parlamento palestinese, Hamas preoccupa Israele. Continuerà a minacciarne l'esistenza oppure quello in atto è un processo di parlamentarizzazione di un movimento armato? Quando e perché Hamas è stato fondato?
Il movimento della resistenza islamica, acronimo Hamas che significa “zelo” in arabo – è stato creato il 9 dicembre 1987 a Gaza, all’inizio della prima Intifada, da sei membri della Fratellanza Musulmana. La sua creazione ha rotto con la politica precedente della Fratellanza in Palestina che aveva rinunciato alla resistenza attiva contro Israele nei territori occupati dal 1967 per privilegiare la reislamizzazione della società. L’ala militare dell’organizzazione, le brigate Al-Qassam, sono state fondate nel 1989. Cofondatore di Hamas era Ahmed Yassin, che ne divenne capo spirituale prima di essere assassinato in un attentato organizzato dgli israeliani nel 2004. Come Hamas si inserisce nell’ascesa dell’islam politico nella regione?
Scegliendo l’azione armata, Hamas ha preparato il terreno perla Jihad islamica, un gruppo fondato nel 1980 da un vecchio nasseriano, Fathi Shikaki, che si era associato alla Fratellanza musulmana all’indomani della sconfitta araba nella guerra del 1967 contro Israele. Per la Fratellanza egiziana, la reislamizzazione della società dovrebbe condurre alla liberazione della Palestina. Per la Jihad, tale liberazione è invece prioritaria. Hamas è la sintesi tra queste posizioni. Se la Jihad è stata influenzata dalla rivoluzione iraniana del 1979, Hamas si forma all’interno dei circuiti della radicalizzazione politica avvenuta nella società palestinese durante gli anni Ottanta. La crescita di Hamas deve comunque essere inscritta all’interno dell’islamizzazione dei movimenti nazionalistici mediorientali avvenuta negli stessi anni. Hamas rivendica ancora una prospettiva di liberazione nazionale, centrata sulla questione territoriale. Questa è la sua differenza con i gruppi salafisti che predicano la jihad. Quali sono i suoi rapporti con Israele?
Ahmed Yassin ha inizialmente ricevuto la benevolenza di Israele, concentrato nella lotta contro l’Olp. Nei primi anni Settanta, infatti, Ariel Sharon finanziava regolarmente le moschee della Fratellanza musulmana nei territori palestinesi. Dopo la firma degli accordi di Oslo tra Israele e l’Olp di Arafat, avvenuta nel 1993, l’evoluzione di Hamas verso la lotta armata ha segnato un cambiamento di atteggiamento da parte di Israele. Marginalizzato dopo il 1993, e sfidata dai servizi di sicurezza dell’autorità palestinese, Hamas ha tratto profitto dagli errori degli israeliani. Israele ha infatti cercato di assassinare uno dei responsabili di Hamas in Giordania, impegnato nella liberazione di Yassin nel 1997. La distruzione parziale dell’Autorità palestinese da parte dell’esercito israeliano ha consentito ad Hamas di recuperare il terreno e di riorganizzarsi. Gli attentati suicidi, presentati come delle “risposte” agli assassini dei civili palestinesi e giustificati dall’assenza di armoi paragonabili a quelle utilizzate dagli israeliani, oltre all’eliminazione sistematica dei suoi responsabili da parte dell’intelligence israeliana, hanno accresciuto la popolarità dell’organizzazione tra la popolazione palestinese. Prima delle elezioni politiche del 25 gennaio 2006, gli arresti di massa effettuati da Israele ai danni dei suoi militanti hanno fattoi l gioco di Hamas. Quali sono i suoi rapporti con le grandi potenze?
Fino al 1992, anno dell’iscrizione di Hamas nell’elenco delle organizzazioni terroriste di Washington, l’amministrazione americana mantiene ancora dei rapporti con l’organizzazione di Yassin. In seguito, gli americani rompono tutti I rapporti ufficiali anche se ricorrono spesso a dei tentative di mediazione con l’Anp e Israele, come è avvenuto in occasione della tregua del 2003. Il fallimento delle trattative costringerà anche l’Unione Europea a iscrivere Hamas nella propria lista nera. Gli occidentali non finanziano più alcuna attività di Hamas: l’assistenza sociale, medica ad esempio. Ma la recente vittoria alle elezioni amministrative, prodotto di un’oculata programmazione di alleanze locali con i partiti della sinistra palestinese e anche con i cristiani, renderà difficile il bando di Hamas. Lo statuto di Hamas
Redatto nell'agosto del 1988, lo statuo del movimento è composto da 36 articoli. Hamas si presenta qui come un "ramo" dei Fratelli musulmani palestinesi. All'articolo 8 si legge che "Dio è il nostro scopo, il Profeta è il nostro capo, il jihad il nostro metodo, e morire in nome di Dio è il nostro più caro desiderio". L'obiettivo rimane quello di "liberare la Palestina". Il programma vincente alle elezioni
La campagna elettorale chiusa il 27 gennaio scorso con un'affermazione schiacciante su Fatah ha puntato tutto sulla lotta alla corruzione, sul miglioramento delle condizioni di vita e sul rispetto dei valori islamici. Il programma di Hamas prevede anche la lotta contro l'occupazione israeliana ricorrendo ai mezzi estremi della "lotta armata", ma assicura anche di volere proporre a Israele una tregua ventennale. A condizione che Israele ritorni nei suoi confini del 1967 e accetti di dare ai palestinesi Gerusalemme come capitale del loro Stato. E il peso di Hamas nella società palestinese?
Hamas è molto attivo nei campus universitari e nelle organizzazioni professionali dove ha reclutato la maggioranza del proprio personale politico negli ultimi anni. La sua rete si estende in profondità nella società palestinese. Migliaia sono le associazioni che assicurano a livello municipale l'assistenza alle donne e ai bambini, la formazione professionale, l'educazione religiosa, e quella all'igiene personale e alla salute. E' stato calcolato che ormai il 40 per cento della popolazione palestinese vive nelle municipalità governate direttamente o indirettamente da Hamas. |
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