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Wolfowitz contro l’oleodotto Ciad-CamerunUltima modifica: giovedì 20 aprile 2006 La banca Mondiale sospende tutti i prestiti al poverissimo paese africano, anche quelli per l'oleodotto Ciad-Cameroun e accusa il presidente Idriss Débi di non rispettare l'impegno a usare i petrodollari per lo sviluppo sociale, invece che per le armi Dopo aver ammonito il Ciad a fine 2005, la Banca Mondiale ha deciso di sospendere venerdì 6 gennaio 2006 il prestito per 124 milioni di dollari al paese africano. Una misura ritorsiva contro N'Djamena, accusata di avere modificato unilateralmente la legge sulla gestione dei profitti sul petrolio, stracciando l’accordo firmato nel 1999 con l’istituzione internazionale. I deputati del Ciad hanno deciso a fine dicembre, su iniziativa del governo, di modificare la legge sul petrolio, a dispetto delle proteste della Banca Mondiale. Il nuovo testo sopprime un fondo destinato alle generazioni future a favore delle quali era stato bloccato il 10 per cento dei proventi petroliferi del paese e raddoppia le entrate versate nelle casse pubbliche, senza alcun controllo sul loro uso. Considerato uno dei paesi più poveri del mondo, il Ciad produce petrolio dal 2003. nel 2004, questa risorsa gli ha permesso di guadagnare 143 milioni di dollari, nessuno dei quali è stato investito per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Il governo di N'Djamena ha comunque sostenuto di volere investire I provebnti della vendita del petrolio per migliorare la vita delle generazioni future. E ha definito la revisione della legge un banco di prova per la propria sovranità. “La banca mondiale ha sottolineato l’originalità della modifica del testo della legge […] come se il Ciad e i Ciadiani fossero diventati per la banca delle cavie per la sperimentazione di un tipo di gestione o di governance” ha dichiarato il governo del Ciad a fine dicembre. Sospendendo gli aiuti, la Banca Mondiale ha confessato il fallimento di quello che aveva presentato come un accordo modello con un paese povero sulla gestione delle sue risorse naturali. Paese petrolifero da poco tempo, il Ciad aveva negoziato le modalità d’uso dei suoi futuri profitti petroliferi. La Banca Mondiale era tuttavia più implicata che mai nella gestione irregolare di questi fondi, visto che aveva finanziato una parte degli investimenti e in particolare l’oleodotto che trasporta il petrolio grezzo ciadiano verso il golfo della Guinea. La legge del 1999 doveva garantire la trasparenza della gestione dei petrodollari perché fossero destinati alla generalità della popolazione, una delle più povere del pianeta. Paul Wolfowitz, ex segretario aggiuto alla Difesa americana dal 2001 all’aprile 2005, assicura di avere preso la sua decisione dopo avere consultato il Consiglio di amministrazione della Banca Mondiale. Wolfowitz ha sottolineato che questo precedente non pregiudicherà la libertà dei paesi membri di prendere delle decisioni in maniera autonoma né quelle del Fondo Monetario Internazionale. |
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