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L'archivio IngraoUltima modifica: sabato 6 gennaio 2007 La Soprintendenza archivistica del Lazio ha dichiarato il materiale dell’archivio del Crs – Fondo Ingrao di “notevole valore storico” Il Comitato scientifico che ne cura la raccolta, la promozione e la sistemazione è composto da Maria Luisa Boccia, Umberto Coldagelli, Giuseppe Cotturri, Alberto Olivetti, Alessandro Portelli, Gianpasquale Santomassimo, Ansano Giannarelli. Il coordinamento esecutivo è affidato a Giovanni Cerchia, con la collaborazione di Mattia Diletti e Lorenzo Teodonio. Un particolare ringraziamento va alla Provincia di Roma, nella persona dell’Assessore alle politiche culturali, della comunicazione e dei sistemi informativi on. Vincenzo Vita, che ha sostenuto con entusiasmo la costituzione dell’archivio. Il primo segmento archivistico inventariato, non a caso, concerne tutte “Carte” depositate presso lo stesso CRS. A queste, tuttavia, prevede di sommare in brevissimo tempo ulteriori nuclei documentali provenienti dall’abitazione privata di Roma, da Lenola, dalla Camera dei Deputati, nonché grazie all’acquisizione in copia della documentazione già depositata presso altre istituzioni archivistiche (in primissimo luogo dall’Archivio Centrale dello Stato e dalla Fondazione Gramsci di Roma). La biografia di Pietro IngraoNasce a Lenola, in provincia di Latina, il 30 marzo del 1915. Tra il '34 e il '35 frequenta a Roma il Centro sperimentale cinematografico di cinematografia come allievo regista. Negli anni prima della guerra si laurea in Giurisprudenza e Lettere e Filosofia all'Università di Roma, dove entra in contatto con altri studenti antifascisti e, tramite questi, con l'organizzazione clandestina del PCI. Tra il '42e il '45 entra in clandestinità e opera tra Milano e la Calabria. Il 26 luglio 1943 organizza con Elio Vittorini, a Milano, il grande comizio di Porta Venezia. Lavora all'edizione clandestina dell'Unità di Milano. Nel 1944 entra nel comitato clandestino della federazione romana del PCI. Nel '47 è nominato direttore dell'Unità , incarico che ricoprirà fino al '56. Nel '48 entra nel comitato centrale del PCI e viene, anche, eletto deputato per la prima volta: sarà rieletto per dieci legislature consecutive fin quando, nel '92, chiederà di non essere ricandidato. Nel '56 entra nella segreteria del PCI, dove resterà per dieci anni. All'XI Congresso del PCI, nel 1966, rivendica il "diritto al dissenso". Nel 1968 è eletto presidente del gruppo parlamentare comunista della Camera dei Deputati. Nel '75 è nominato presidente del CRS (Centro di Studi e Iniziative per la Riforma dello Stato). Il 5 luglio 1976 è eletto presidente della Camera dei Deputati. Resterà in carica fino al '79. Nell'88, al XIX Congresso del PCI, chiede di non essere rieletto nella Direzione nazionale. Vi rientrerà due anni dopo. Nell'89 si oppone alla svolta di Achille Occhetto che trasformerà il PCI in PDS. Ma è contrario ad ogni ipotesi di scissione. Nel 1991 aderisce al PDS come leader dell'area dei Comunisti Democratici. Nel '93, in polemica con il PDS abbandona il partito. Nel 1998 fonda con Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Valentino Parlato, Fausto Bertinotti e Lucio Magri La rivista del Manifesto Scritti politici
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