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Usa-Iran: viviamo già in un’era multipolare?Ultima modifica: domenica 21 maggio 2006 Esiste un nucleo di esperti dell’amministrazione che vuole mantenere la linea dura: colpire e bombardare le centrali nucleari iraniane. Il tema è ancora esplicito presso il think tank dei neocon, l’American Enterprise Institute. L’appalto sull’Iran è andato in particolare a due ricercatori dell’AEI: Michael Ledeen e Michael Rubin
Mattia Diletti e Mattia Toaldo
“Who’s next?”. All’apice del successo neocon questa domanda di Richard Perle, pronunciata al termine dell’intervento militare che ha rovesciato Saddam Hussein e ha dato il via alla guerra civile, rappresentava l’espressione più arrogante della fiducia nel progetto neoconservatore. E’ inutile ora ripercorrere le tappe del loro rovescio, ma è facile ricordare che “Who’s next?” era riferito, con tutta probabilità, al regime di Teheran. Il tema è ancora esplicito presso il think tank dei neocon, l’American Enterprise Institute. L’appalto sull’Iran è andato in particolare a due ricercatori dell’AEI: Michael Ledeen e Michael Rubin. Il primo si occupa di tessere le relazioni con l’opposizione iraniana, il secondo di ricostruire la storia delle vicende politiche iraniane. Lontano dagli uffici dell’AEI si respira un’altra aria, in attesa che gli eventi (e peseranno soprattutto quelli in Israele e Palestina, dove Kadima e la “comunità internazionale” sono riusciti a sbagliare tutto) diano una scossa alla situazione internazionale e portino a una scelta riguardo al confronto con l’Iran. Il passaggio del 18 aprile a Mosca è ancora interlocutorio, qualcosa in più lo dirà forse l’incontro di giovedì 20 aprile tra il presidente cinese Hu Jintao e George Bush. Queste le nostre considerazioni:
Nonostante questi dati e lo scetticismo di tutti esiste un nucleo di esperti dell’amministrazione che vuole mantenere la linea dura: colpire e bombardare le centrali iraniane. E’ possibile? Lo sapremo solo dopo la consegna del rapporto di El Baradei il 28 aprile. Ormai capire se gli Usa vogliono un escalation non è difficile: il copione è sempre lo stesso. Irriducibili neocon. L’American Enterprise Institute: Michael Ledeen (testimonianza al Congresso) e Michael Rubin (autore di Eternal Iran, 2006). A ottobre l’AEI ospita l’armata brancaleone dell’opposizione iraniana anti-regime, su modello iracheno: la cronaca del Crs, presente all’incontro. http://www.centroriformastato.it/crs/Testi/diletti L’Iran e il dibattito tra gli specialisti di armamenti nucleari. Lo scetticismo degli esperti americani sulle capacità dell’Iran di produrre l’atomica. http://www.armscontrolwonk.com/ L’intervento di Armitage sul Financial Times. Un’intervista di Richard Haass (presidente del Council on Foreign Relations ed ex-direttore dell’ufficio del policy planning del Dipartimento di Stato con Colin Powell): un’altra apertura alla trattativa con gli iraniani sul problema dell’arricchimento dell’uranio. www.truthout.org/docs_2006/041306D.shtml Seth Jones, Georgetown University (da the Christian Science Monitor, 11 aprile 2006). La guerra preventiva è ormai il passato. Le ragioni strategico – militari per le quali gli Usa intendono colpire l’Iran. I motivi per non farlo. E il commento di Paul Rogers per l’Oxford Research Group a proposito della crisi iraniana. http://csmonitor.com/2006/0411/p09s02-coop.html Pat Buchanan. L’irriducibile dell’isolazionismo: una filone politico-culturale di nuovo in voga a Washington. http://www.realclearpolitics.com/articles/2006/04/is_war_with_iran_inevitable.html L’analisi della crisi irachena di Anatol Lieven. http://www.newamerica.net/index.cfm?pg=article&DocID=2993 L’analisi della National Security Strategy di Henry Kissinger. http://www.iht.com/bin/print_ipub.php?file=/articles/2006/04/13/opinion/edkiss.php Viviamo già in un mondo multipolare: ancora Richard Haass. http://www.cfr.org/publication/8258/end_of_the_unipolar_era.html Usa: credibilità anno zero. La rivolta dei generali. Le ragioni e la storia del difficile rapporto tra civili e militari al Dipartimento della Difesa, dai tempi di Truman e MacArthur. Le interpretazioni di Richard Holbrooke e Andrew Bacevich. http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2006/04/14/AR2006041401451.html http://www.latimes.com/news/opinion/commentary/la-oe-bacevich15apr15,0,4080791.story?coll=la-news-comment-opinions Il prossimo errore di Israele. Lo speciale dell’Economist sul piano per la divisione di Gerusalemme voluto dal governo Olmert. http://www.economist.com/world/displaystory.cfm?story_id=6795641 Il fallimento delle trattative Usa – Iran secondo le fonti vicine al Mossad. Da Debka.com http://www.debka.com/article.php?aid=1157 Flynt Leverett, membro del National Security Council durante la prima amministrazione Bush, contesta al presidente la mancanza di serietà nell’intraprendere colloqui con l’Iran. http://www.cfr.org/publication/10326/ Il problema dei democratici. Il problema della credibilità sugli affari che riguardano la sicurezza nazionale è considerato il tallone d’achille dei democratici: per questo, spesso, sono più realisti del re. Perché non si potrà contare su alcuni di loro (Hillary Clinton in testa) nel caso cominciasse un vero countdown contro Teheran. www.foreignpolicy.com/story/cms.php?story_id=3416 |
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