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Politica e vita quotidiana

Ultima modifica: lunedì 4 maggio 2009

Il progetto “Politica e vita quotidiana”, elaborato dal CRS (Centro di Ricerca fondato da Umberto Terracini e presieduto dal 2004 dal Prof. Mario Tronti) con il Patrocinio della Presidenza della Regione Lazio, nasce dall'idea che non ci sarà nessun avvenire per le nostre società senza un rapporto tra politica e vita, perché la politica è ciò che qualifica più propriamente l’uomo (il quale è tale solo se si mette in relazione con gli altri)e la vita senza politica è una vita priva di forma, il miglior alibi per il formarsi di un mondo regolato dalla violenza. Questo è il tema centrale di tutta la tradizione occidentale, da Machiavelli a Hegel a Marx, anche se oggi, dopo aver rappresentato il culmine della nostra tradizione,essa non produce più vita intorno a sé, non crea più aggregazione né comunione di obiettivi fra le persone.

Il progetto “Politica e vita quotidiana”, elaborato dal CRS (Centro di Ricerca fondato daUmberto Terracini e presieduto dal 2004 dal Prof. Mario Tronti) con il Patrocinio della Presidenza della Regione Lazio, nasce dall’idea che non ci sarà nessun avvenire per le nostre
società senza un rapporto tra politica e vita, perché la politica è ciò che qualifica più propriamente l’uomo (il quale è tale solo se si mette in relazione con gli altri) e la vita senza politica è una vita priva di forma, il miglior alibi per il formarsi di un mondo regolato dalla violenza. Questo è il tema centrale di tutta la tradizione occidentale, da Machiavelli a Hegel a Marx, anche se oggi, dopo aver rappresentato il culmine della nostra tradizione, essa non produce
più vita intorno a sé, non crea più aggregazione né comunione di obiettivi fra le persone.

Ma come è possibile oggi istituire un legame tra politica e vita all’interno di un contesto che ha decretato la morte della politica, come se essa fosse semplicemente un male dal quale tenersi lontano a qualsiasi prezzo? E come è possibile tornare a vedere la necessità del rapporto tra vita e politica, se non reimpariamo a osservare il legame profondo che intercorre tra una cattiva individualità, che si concentra solo sul proprio bene limitato e particolare, senza alcuna considerazione per il bene comune e per il destino degli altri uomini, e la politica assoluta che è tornata ad essere di nuovo il nostro destino? È in questo contesto che si intende riproporre, oggi, il problema del legame tra politica e vita, perché è esattamente la situazione dell’oggi che richiede tale legame.

Riteniamo sia quanto mai urgente, per la nostra società, un percorso formativo che riporti i giovani alle radici della politica, perché quando si spezza – come adesso – il rapporto tra giovani e politica, si mette in questione la possibilità di prospettare una politica emocratica per il futuro, e lo stesso desiderio di un mondo ivilizzato vacilla di fronte al dilagare di estremismi ed autoritarismi. In un certo senso, ci troviamo di nuovo in quel varco che porta diritti a Hobbes: la conservazione della vita non si garantisce più con la filosofia del dubbio, bensì con un “accrescimento del dominio sugli uomini”. E il nostro compito non può che essere quello di ostruire questo varco, per cercare, ancora una volta, di tenere insieme quello che da noi non può essere scisso: politica e vita, giovani e politica. La cosa è oggi particolarmente difficile,ma non impossibile in quanto la società dei bisogni e degli interessi continua ad esigere imperativamente quel genere di impegno. Ed è probabile che spetterà ancora alla politica reggere
le sorti delle società nella metamorfosi della globalizzazione. Al contrario, se si idealizza la società dell’antipolitica, è impossibile, come ricordava Vico, condurre “gli uomini dalla solitudine agli umani consorzi, cioè dall’egoismo al culto dell’umanità, dall’ignoranza di ogni arte all’attività operosa, dalla libertà sfrenata al rispetto delle leggi”, e “con l’uguaglianza dei diritti civili dettata dalla ragione” indurre “i violenti che troppo confidano nelle loro forze a vivere insieme con i deboli”.

Obiettivi del progetto
L’obiettivo principale è l’avvio di una riflessione che coinvolga i ragazzi sul tema della politica e che possa risvegliare in loro una maggiore fiducia nel futuro e nella possibilità di una sua
trasformazione attraverso l’organizzazione politica. Gli obiettivi specifici riguardano un riavvicinamento dei ragazzi alle istituzioni che regolano il loro presente ed una riscoperta del contributo della pubblica amministrazione al funzionamento delle attività quotidiane della collettività, dalle più elementari alle più complesse.

Particolare attenzione sarà posta all’importanza dello studio della nostra Costituzione e alle tematiche relative al mondo del lavoro e alle possibilità di ingresso che esso offre ai giovani.
Coerentemente con gli obiettivi prefissati saranno stimolate discussioni di gruppo, predisposti incontri interclasse e suggeriti lavori collettivi così da offrire una prova concreta delle
opportunità offerte al singolo dalla relazione con gli altri.
Al fine di incentivare i ragazzi ad impegnarsi in un lavoro ulteriore rispetto al carico scolastico sarà istituita e assegnata una Borsa di Studio di 1.000 (mille) euro al migliore elaborato.

A chi ci rivolgiamo?
Le azioni proposte di seguito saranno rivolte ad un alto numero di giovani studenti degli ultimi 2 anni di scuola secondaria. I ragazzi saranno coinvolti grazie alla collaborazione di 10 scuole dislocate nella regione e seguiti nel lavoro di classe dai propri docenti. I docenti si occuperanno di formare gruppi di 20/25 studenti provenienti da una o più classi.

Azioni previste
Durante i lavori preparatori abbiamo predisposto un incontro con i docenti responsabili durante il quale saranno presentati e discussi i materiali da sottoporre ai ragazzi (abbiamo predisposto una antologia di scritti di Hegel, Marx, Tocqueville, Weber, e di altri autori).
L’incontro è finalizzato inoltre a facilitare l’uniformità degli interventi formativi condotti dai diversi docenti nelle rispettive scuole. Esso darà l’avvio ufficiale al lavoro con i ragazzi che partir

à con la lettura dei materiali ed una serie di discussioni in classe inerenti ai temi trattati. Al termine del periodo di formazione in classe, la cui durata rientrerà nelle 5 settimane, sono previsti due incontri plenari durante i quali i ragazzi conosceranno tutte le classi coinvolte.

  1. Il giorno 2 aprile, dalle ore 10 alle 13,30 (Teatro Vittoria, Piazza Santa Maria Liberatrice, n. 10, vicino metro Piramide), abbiamo ideato la prima giornata collettiva, la quale sarà aperta
    dalla relazione del Prof. Cassano (docente di Sociologia della Conoscenza dell’Università di Bari) sul tema “Politica e vita quotidiana”. Seguiranno poi due brevi interventi di personaggi
    dello spettacolo e del giornalismo sui temi trattati (Loris Campetti e Andrea Rivera).
  2. Lavoro di gruppo. In seguito alla prima giornata i ragazzi daranno avvio alla scrittura di un elaborato collettivo attraverso discussioni e confronti di gruppo. Il focus dell’elaborato
    dovrà essere inerente al tema presentato durante il periodo formativo ed esprimerà quello che i ragazzi hanno appreso dalle riflessioni su “Politica e vita quotidiana”.
  3. La seconda giornata avrà luogo a circa 5 settimane di distanza dalla prima e vedrà i ragazzi stessi protagonisti. Al fine di favorire una partecipazione attiva, i giovani saranno invitati
    a presentare le loro relazioni, elaborate per gruppi e precedentemente visionate da una commissione scientifica. Al termine delle presentazioni l’elaborato che meglio contribuisce alla
    definizione del tema sarà premiato da parte del Presidente della Regione (o dall’Assessore alla Cultura o da altra figura) con una borsa di studio del valore di 1.000 (mille) euro.
  4. Predisposizione e pubblicazione di un instant book che raccoglie i lavori dei ragazzi.

Gruppo di ricerca Crs
Direttore scientifico: Prof. Pasquale Serra
Ricercatori: Dott.ssa Miriam Di Paola, Dott.ssa Michela Cerimele, Dott. Lorenzo Teodonio