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Tutti gli uomini (e le donne) di SégolèneUltima modifica: martedì 31 ottobre 2006 Come cambia il mito democratico della partecipazione popolare al tempo di Internet. Ségolène Royal ha inventato un nuovo uso della rete, basato sui legami di amicizia e quelli parentali, e non sui guru americani della comunicazione. Quando il web diventa uno degli strumenti della simulazione virtuale della democrazia e sostituisce il militantismo tradizionale dei partiti di sinistra Chi lavora per Ségolène Royal? A questa domanda sembra che la candidata socialista della regione Poitu-Charentes all'investitura per le presidenziali del 2007 non ami rispondere. Perchè vuole mantenere un certo riserbo sulla sua macchina organizzativa, perchè vuole dirigerla in prima persona, perchè non ama che nessuno parli a suo nome. La favorita alla candidatura socialista all'Eliseo vuole evitare gli errori commessi da Lionel Jospin quando si mise nelle mani di "comunicatori" di professione e perse tutto, ma proprio tutto, nel 2002. I socialisti non superarono il primo turno delle elezioni e lasciarono a Chirac il compito di rappresentare il paese contro l'incombente Jean-Marie Le Pen, rappresentante dell'ultra-destra del Front National. Ma il segreto è stato tenuto solo per poche settimane. La rete comunicativa della Royal non prevede al centro un pivot strategico sull’esempio di Karl Rove, il guru della comunicazione di George Bush e dell’intera Casa Bianca. La Royal preferisce stretti legami d’amicizia, come quello che la lega a Nathalie Rastoin direttrice generale di Ogilvy & Mather, il quinto gruppo delle comunicazioni in Francia. Nathalie Rastoin discende da una dinastia politica di Marsiglia, suo padre era sindaco di Cassis, il suo prozio era consigliere del ministro socialista Gaston Deferire, membro del governo di Pierre Mendès France nel 1954. La Rastoin fa parte del nocciolo duro che anima il sito Désirs d’avenir, vero e proprio think thank in movimento al servizio della campagna presidenziale della Royal. L’amicizia e i rapporti politici tra alcune famiglie del socialismo francese. E’ così che è nata la squadra della Royal diretta da Christophe Chantepy, presidente dell’associazione Désirs d’avenir. Pascal Talon è un altro “amico” che dirige una società di comunicazione, filiale del gruppo Altédia. Anche Sophie Bouchet-Petersen, consigliera politica della Royal, lavora nelle istituzioni della regione Poitou-Charentes ed è la ghost writer della first lady socialista, moglie del segretario generale François Hollande. La vera innovazione del sito Désirs d’avenir è la rete dei blog. Ci sono quelli tematici, iper-organizzati, veri e propri prodotti professionali che evidenziano i settori strategici d’interesse della campagna presidenziale. Sono 100 quelli dei comitati regionali, 8 quelli dei sostenitori organizzati, 7 quelli tematici (rassegne stampa, web e video in particolare). Il sito diventa quindi il portale della rete trasversale che attraversa il partito socialista, le istituzioni locali da esso dirette, i militanti (che porteranno i voti alle primarie del 16 novembre) . Ma è anche facilitatore di nuove iniziative. Colpiti dalla crescent6e popolarità di Ségolène numerosi surfisti della rete, e militanti socialisti, hanno iniziato a scrivere sui loro blog consigli sull’educazione scolastica, sui finanziamenti europei e la politica che dovrebbe gestirli, la sanità e molto altro. Dal blog alle assemblee con i sostenitori più qualificati, il passo è stato breve. Membri del Consiglio di Stato, quadri della funzione pubblica, manager e dirigenti delle imprese private e professori universitari, coordinati da Nathalie Rastoin e Sophie Bouchet-Petersen. L’armata dei quadri ha così preso forma e costituisce una delle gambe della webcandidatura di Ségolène. Si è poi aperto il terreno di caccia nell’economia. Si dice che la Royal mancasse di rapporti con questo mondo. A supplire questa mancanza è intervenuta la rete degli amici. La Royal si è rivolta a Thierry Lajoie, presidente del direttorio di Achatpublic.com , il primo sito francese nel settore degli annunci economici e di lavoro. Lajoie ha messo a disposizione la sua agenda e ha cooptato i suoi conoscenti, forte di una lunga esperienza ministeriale a capo della segreteria di Laurent Fabius al ministero dell’industria e alla presidenza del governo tra il 1984 e il 1986. Per quanto riguarda la cultura, Ségolène ha ricevuto il sostegno di Carole Bouquet, del direttore del Théatre Edouard Bernard Murat, di Pierre Bergé, ex socio di Yves Saint Laurent. Strumento di mobilitazione, di sensibilizzazione, e di analisi mediatica, il web ha raccolto gli effetti della popolarità mediatica della Royal. Non certo soggetto creatore di tale popolarità, Internet si conferma tuttavia un mezzo importante per organizzare la politica sul territorio e formare un’opinione pubblica a sostegno di una candidata conosciuta per essere un politico di professione con una lunga, e nobile, carriera istituzionale alle spalle e moglie del segretario Hollande. Rispetto all’ormai mitico sito internet utilizzato da Howard Dean, il candidato democratico alle primarie presidenziali Usa nel 2004, supporto raccoglitore di milioni di dollari utili a finanziare la dispendiosa campagna per le nomination alla Casa Bianca, Ségolène Royal ha inventato un altro uso della rete. Al mito fondatore della democrazia repubblicana, la partecipazione popolare, Ségolène preferisce la simulazione della democrazia virtuale. Ma basterà un blog per rivestire la sua candidatura d'argilla di una corazza capace di resistere ai contraccolpi degli otri d'acciaio del partito socialista lungo il viaggio verso le presidenziali? La candidatura virtuale di Ségolène sarà salvata dai legami più forti, quelli parentali e quelli d'amicizia. (R.C.) |
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