Le piazze dell’alternativa

Il 24 giugno a Roma alla Sala Esquilino tappa della carovana di “Le città in comune”, dal titolo “No alle privatizzazioni. Per la città pubblica”. Con i contributi di Leopoldo Nascia e Severo Lutrario. Intervengono tra gli altri: Marco Trasciani, Giancarlo Ilari, Sergio Caroselli, Stefania Fagioli, Maria Maggio, Enzo Salvitti, Sergio Gentili, Stefano Fassina e Roberta Fantozzi

Le piazze dell’alternativa

1 commento

  1. stefano caroselli

    La spinta ovviamente anche ideologica del Pensiero Unico Liberista oltrechè economica nella corsa per le liberalizzazioni come terreno preparatorio di anticamera delle privatizzazioni, sono un pilastro fondamentale per l’internazionalizzazione produttiva (Gallino) che il turbocapitalismo globalizzato, dopo la crisi dei debiti sovrani e la conquista dell’economia reale da parte della finanza, ha messo in atto per aumentare i propri profitti a scapito dei salariati e collettivizzare le perdite da subprime e hudge fond. La verità empirica è che le privatizzazioni in tutti i paesi aumentano le disuguaglianze sociali a beneficio delle multinazionali e del potentato economico locale, impoverendo il ceto medio dei salariati e le classi subalterne in generale. Contestualmente i benefici del lassaire faire alla invisibile mano del mercato debilitano e aggrediscono i servizi sociali e pubblici ma, non a caso, preservando classi elitarie di riferimento. A queste filiere elettorali, non chiedono un contributo proporzionato alle ricchezze e oltretutto gli consentono di fruire della colonizzazione delle prestazioni sanitarie universali ormai diventate quasi tutte “privatistiche” e di alto livello. Gli argini costruiti con il referendum 2011 in Italia sui servizi pubblici, solo apparentemente mettono in difficoltà un processo che invece se non contrastato con una massiccia controffensiva culturale e politica, appare inarrestabile, perché la politica servente di destra e ancillare di centro-ulivista pseudo -sinistra, se ne fa garante e portavoce, favorendo legislativamente nuove sottrazioni di patrimonio pubblico nei servizi locali, pur creando un vulnus democratico, che mortifica e ferisce la volontà popolare liberamente espressa.
    Da questo punto di vista, l’unica resistenza reale e potenzialmente vincente è soltanto la lotta dei lavoratori, come accaduto per il trasporto pubblico di Genova, Firenze, ecc.. Queste sono le lotte specifiche di settore che hanno una loro capacità espansiva, coinvolgente, di ricaduta ed effetti, nella collettività, in quanto coinvolgono i diritti dell’intera popolazione, mettendo in seria difficoltà non solo i privatizzatori del capitalismo familistico/dinastico e monopolista e gli sfruttatori locali, ma l’intera impalcatura neocapitalista della deregulation darwinista che massimizza i profitti e grazie ai governi compiacenti collettivizza le perdite. Governi mla cui commistione con l’affarismo politico clientelare, a favore di ristrutturatori di banche e dei capitani coraggiosi con risorse pubbliche altrui è oltremodo palese. Sfacciatamente siedono ai loro tavoli, alle loro campagne di finanziamento, fanno anticamere in palestre di esercizio lobbistico, a volto scoperto me senza pudore, anzi se fanno un vanto.
    Questo è il carburante che nel post modello Roma, ha sostituito la fallace e ambientalmente devastante, strategia economica degli eventi di massa a go gò e delle pastette con i potentati dell’alta borghesia capitolina, della rendita immobiliare addomesticata da una attuazione-interpretazione del Nuovo Piano Regolatore facilitatore delle accelerazioni speculazioni edilizie sull’area vasta metropolitana, della corruzione politico-clientelare endemica nelle partecipate pubbliche, dell’emarginazione dei deboli e poveri, dell’inquinamento ambientale che mette a rischio la tutela della salute pubblica ed espropria i cittadini del loro diritto dovere di vivere e curare le bellezze museali e archeologiche della Capitale del Mondo, della svalorizzazione e precarizzazione del lavoro che si delocalizza e sfrutta.
    Questo è il carburante velenoso, che ha prodotto il mondo di mezzo, di sopra e di sotto, che attiva il motore dell’intero processo di svendita di pezzi imprenditoriali, sociali e valoriali. Occorrono nuovi motori di sviluppo sulla base di una rigenerazione urbana e ambientale e una manutenzione complessiva che operi sulle ferite sociali nuove e rimaste aperte.
    Area Lavoro Sinistra per Roma- Sinistra Italiana

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