Il voto a Roma alle elezioni comunali 2016

Un’analisi del voto per le elezioni comunali 2016 a Roma: affluenza, voti assoluti, voti di lista, fasce urbane e zone urbanistiche, al primo turno e al ballottaggio

Il voto a Roma alle elezioni comunali 2016

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Giachetti ottiene al primo turno solo 320mila voti e al secondo 377mila, che rappresentano il minimo storico del centrosinistra negli ultimi 16 anni. Anche sommando i 58mila voti di Fassina, sono meno della metà rispetto al record di 922mila di Veltroni nel 2006, e inferiori persino ai 513mila di Marino al primo turno del 2013. Al contrario, il M5S registra un buon incremento al primo turno, dai 317mila voti di Barillari alle regionali del 2013 ai 454mila della Raggi, attratti da entrambi gli schieramenti, passando per i soli 150mila di De Vito alle comunali del 2013. È però al ballottaggio che la Raggi fa il pieno di consensi, salendo a 771mila voti nonostante l’affluenza al 50%: è un dato paragonabile a quello di Veltroni nel 2001 e di Alemanno nel 2008, e superiore a Marino nel 2013.

Viene confermato l’ormai noto calo del consenso per il centrosinistra (sia PD che Sinistra per Roma) al crescere della distanza dal Campidoglio. Ma per la prima volta nel 2016 l’ex centrosinistra, inteso come somma di PD, Lista Giachetti e Sinistra per Roma, perde nella sua tradizionale roccaforte della periferia storica (tra anello ferroviario e “fascia verde”) l’area urbana più densa e più popolata, dove sono più forti i legami interpersonali, maggiori i servizi pubblici e privati e più facili le forme dell’attività politica sul territorio, ma dove non supera il 28% a fronte del 34% del M5S. Il gap diventa enorme nella periferia anulare meno densa (tra “fascia verde” e GRA), con l’ex centrosinistra al 22,5% contro il 39% del M5S, e soprattutto fuori dal GRA, negli insediamenti sparsi nell’agro romano, dove l’ex centrosinistra non supera il 18% a fronte di un M5S che sta oltre il 41%.

Al ballottaggio Raggi ha ottenuto il massimo, con quasi l’80%, nei municipi VI e X: l’hanno quindi votata 4 elettori su 5 a Ostia e Torbellamonaca e dintorni, un dato enorme e senza precedenti (per fare un confronto, Veltroni nel 2006 vinse nell’attuale IV municipio col 66%). Ma anche nel resto del quadrante est, ossia i municipi IV, V e VII, dove tradizionalmente il centrosinistra otteneva ottimi risultati, la valanga del M5S ha travolto Giachetti con percentuali comprese tra il 68 e il 71%, insieme ai municipi IX, XI, XIII e XIV. Solo nel I e nel II la neo-sindaca supera di poco lo sfidante, con circa il 52%, ma vince comunque in tutti.

Analizzando le singole zone urbanistiche, la Raggi ottiene un successo superiore all’80% in molti quartieri esterni o comunque prossimi al GRA, soprattutto nel quadrante est e verso il Litorale, con il record di oltre l’82% a Borghesiana e poco meno a Tor Cervara, San Vittorino, Lunghezza e Magliana; tra le zone più popolose emergono inoltre Torre Angela con quasi il 79%, Centocelle col 72%, Primavalle e Don Bosco con circa il 69%.

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