La scommessa politica e sociale per la rinascita

L’emergenza covid19 ha accelerato il declino della Capitale, aggravando la situazione già difficile di molte persone. Per ripartire è necessario proporre soluzioni sulla mobiltà, il diritto alla casa e l’assistenza, all’interno di un’area radicale e unita che possa scongiurare un’uscita a destra dalla crisi

L’orizzonte imprevisto

La vicenda del coronavirus conferma ciò che esiste e ci ostiniamo a rimuovere: la nostra crescente e smisurata ostilità al limite, al rischio, al pericolo. Ragione e tecnica possono metterci sempre al riparo, così quando la vita inevitabilmente materializza quegli elementi la nostra risposta si fa patologica. Viviamo l’imprevisto e il limite come un’offesa, un’imposizione che ci impedisce di essere liberi e forti. Una volta abbattuti, la società e la nostra esistenza torneranno sicure. Espunto quel che non ci piace dal nostro orizzonte, così quanto più ci rendiamo conto che limiti e imprevisti invece esistono tanto più ci sentiamo fragili e poi, in una spirale perversa, impauriti, chiusi, ostili. Quel circolo vizioso ci impedisce di vivere la vita con la sua complessità, che comprende sì la bellezza ma anche la fragilità e il rischio. Solo un’altra idea della politica, però, potrà tirarci fuori dalla superficialità imperante che ci opprime

Per Roma avanti con le primarie. Ma sui contenuti

Per fermare il declino di Roma non servono aggiustamenti ma scelte radicali, una vera e propria rivoluzione. Il voto ai 5 Stelle aveva questo segno. Il loro fallimento non rimuove quella richiesta che ora può prendere il volto di una destra reazionaria e autoritaria. A quella domanda di rottura non si risponde con le vecchie ricette del centrosinistra ma con un’idea di città, avanzando nuove priorità, proposte e contenuti. Immaginando modalità e forme innovative di questo processo di elaborazione, aggregazione e decisione