Gli spettri di Strasburgo

La risoluzione del parlamento di Strasburgo sulla memoria europea riscrive il passato a uso del presente, riesumando uno spettro del comunismo più minaccioso di quello del nazifascismo che il testo vorrebbe combattere. Dietro l’equiparazione fra nazismo e stalinismo, l’attribuzione dello scoppio della seconda guerra mondiale al patto Ribbentrop-Molotov e la cancellazione dei meriti dell’URSS nella sconfitta del nazismo c’è la ripetizione degli errori che hanno contrassegnato la costruzione e l’allargamento dell’Unione, tanto più patenti nel tempo di crisi della democrazia europea che stiamo vivendo. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale

Fortuna e sfortuna del Conte 2

Due modi diversi e opposti di leggere l’operazione che ha portato al governo Conte 2, entrambi presenti nell’opinione pubblica di sinistra. Cambio radicale di stagione o piccolo cabotaggio di ceto politico? La conduzione della crisi non è stata all’altezza della posta in gioco, che riguardava e riguarda la qualità della democrazia e la riaffermazione dello Stato di diritto, entrambi compromessi dall’esperimento giallo-verde. Sullo sfondo, un’ennesima destrutturazione e ristrutturazione del sistema politico, strategicamente ad alto rischio per la sinistra. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale

La democrazia in Europa, trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino

Trent’anni dopo il crollo del muro di Berlino tutte le premesse e le promesse dell’Ottantanove sembrano essersi rovesciate nel loro contrario: dall’abbattimento della barriera che divideva la Germania alla costruzione di quelle contro i migranti, dal trionfo alla crisi della democrazia liberale, dalla riunificazione dell’Europa alle nuove faglie che la solcano, dal feticismo del mercato alla catastrofe finanziaria del 2008, dalla società aperta ai ripiegamenti identitari, dal progetto sovranazionale della Ue ai populismi sovranisti, dai movimenti del dissenso in nome dei diritti umani alle leggi contro le Ong. Come interpretare questo rovesciamento? Un libro di Jacques Rupnik spiega perché il ciclo politico cominciato nell’89 all’insegna del neoliberalismo si è esaurito, e quali ferite lascia sul corpo della democrazia europea. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale

Punto a capo. In Europa e in Italia

L’Europa appare stretta tra una torsione illiberale sovranista e l’incapacità di pensare un modello alternativo all’ordoliberalismo. L’Italia, con una destra sempre più forte e una sinistra sempre più debole, sembra condannata a una perenne instabilità politica alimentata da una crisi sociale ancor più profonda. È quanto mai indispensabile innescare un processo di reinvenzione della democrazia e sostituire con un desiderio vitale il godimento mortifero che sembra alimentare le scelte elettorali basate sul massimo rischio

Elogio di una data divisiva

Risonanze post-fasciste nel sovranismo di oggi: il problema non è scongiurare l’avvento di un ordine politico autoritario, ma combattere contro uno sfondamento già avvenuto nell’ordine simbolico. Rivendicando senza complessi la “divisività” e la funzione di orientamento del 25 aprile