Confusione sanitaria

Mentre la curva epidemica scende troppo lentamente, la confusione nella politica sanitaria permane e rischia di aumentare se e quando usciremo dal lockdown. Dualismo territoriale, mancanza di prevenzione e di dispositivi di sicurezza, medicina fai da te, limiti del sistema sanitario lombardo: i “mai più” dettati dall’emergenza COVID-19. Modello cinese e modello coreano: c’è un’alternativa tecnologica al lockdown, e quali sono i costi delle due strade in termini di libertà? Articolo uscito su “Internazionale”

Il Virus sovrano

Qualunque emergenza porta allo scoperto i problemi che la normalità nasconde sotto il tappeto. In Italia, il coronavirus arriva su un paese diviso fra nord e sud e devastato dalla governance neoliberale nel servizio sanitario, nel mercato del lavoro, nell’assetto istituzionale. Come cambia il rapporto fra sicurezza e libertà mentre il virus attacca la sovranità statuale e l’ideologia sovranista. Un racconto dall’Italia per il quotidiano spagnolo “ara.cat”

Se cade la stella populista

Il voto delle regionali chiude virtualmente la stagione che si era aperta con le elezioni politiche del 4 marzo 2018. Fine dell’era populista? E inizio di che cosa? Cadute le maschere dell’invincibilità di Salvini e della rivoluzione a 5 stelle, resta sul campo, fra le altre, la questione del dualismo Sud-Nord, temporaneamente coperta dall’alleanza giallo verde di due anni fa. Che investe con urgenza anche il movimento delle Sardine

Senza politica. La Calabria al voto

Elezioni regionali. Se in Emilia-Romagna la posta in gioco è la fine del modello socialdemocratico ex-comunista, in Calabria rischia di essere la fine della politica, sostituita dal trasversalismo, dagli appelli antimafia e dal ricorso al penale. Problemi, risorse e normalità di una regione che soffre in primo luogo di una rappresentazione parziale all’insegna dell’emergenza continua

Gli spettri di Strasburgo

La risoluzione del parlamento di Strasburgo sulla memoria europea riscrive il passato a uso del presente, riesumando uno spettro del comunismo più minaccioso di quello del nazifascismo che il testo vorrebbe combattere. Dietro l’equiparazione fra nazismo e stalinismo, l’attribuzione dello scoppio della seconda guerra mondiale al patto Ribbentrop-Molotov e la cancellazione dei meriti dell’URSS nella sconfitta del nazismo c’è la ripetizione degli errori che hanno contrassegnato la costruzione e l’allargamento dell’Unione, tanto più patenti nel tempo di crisi della democrazia europea che stiamo vivendo. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale