A chi giova il taglio della casta

La retorica anti-casta che supporta il taglio dei parlamentari corona l’ideologia antipolitica che ha accompagnato la lunga e inconcludente transizione italiana. E funziona come arma di distrazione di massa dalla galassia dei poteri realmente interessati a un indebolimento delle funzioni del parlamento. Archiviare con un no questa retorica è il primo passo per rimettere la crisi della rappresentanza sui binari giusti e prospettarne soluzioni più credibili

Gli effetti collaterali della legge Zan

Il disegno di legge Zan contro la trans-omofobia e la misoginia suscita divisioni e dibattito nella galassia femminista. Al centro il rapporto fra pratica politica e norma giuridica, la definizione delle fattispecie di reato in base alla sequenza “sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere”, le ricadute vittimistiche e identitarie delle domande di riconoscimento

Montanelli l’intoccabile

C’è il Montanelli del 1936, che “prende in affitto” una bambina infibulata e ne abusa, e c’è quello del 1954, che progetta con l’ambasciatrice americana una specie di Gladio ante litteram contro il pericolo rosso. Com’è possibile che una biografia di questo tipo sia diventata per l’establishment mediatico e politico italiano un’icona liberaldemocratica? Che cosa c’è dietro la difesa feticistica della sua statua dalla dissacrazione di chi oggi la macchia di rosa e di rosso? E che cosa dice la contesa su quella statua dell’inconscio politico italiano?

Lezioni americane

“I can’t breath”: come l’insurrezione antirazzista si è combinata negli Usa con gli effetti sociali della pandemia e con le divisioni culturali esacerbate dal trumpismo. La contesa sulle statue e sulla storia, i saccheggi come specchio rovesciato del consumismo, l’urgenza della riforma della polizia. E i rischi di una crisi costituzionale sullo sfondo delle presidenziali. Intervista con Luca Celada

Non siamo più gli stessi

La conferenza stampa del 26 aprile del Presidente del Consiglio non scioglie i nodi di politica sanitaria (test, tamponi, medicina di territorio, app di tracciamento dei contagi) che rischiano di compromettere la cosiddetta “fase 2”, e gerarchizza in modo arbitrario i permessi di uscire dal lockdown (congiunti sì, amici no, amanti e coppie di fatto non pervenuti). La logica è ancora una volta quella della produzione che prevale sulla riproduzione, la salute, le relazioni di cura. Ma nel frattempo il coronavirus ci ha cambiati. E si annunciano nuovi conflitti, esito di una nuova governance e di nuove consapevolezze