Referendum, se dite “No” dovete essere almeno Terracini

Dinanzi al quesito referendario, un po’ come l’asino di Buridano, dobbiamo cercare di allargare i confini della riflessione per non rimanere bloccati nella infruttuosa inazione. Indispensabile è ricostituire le fondamenta della rappresentanza, che poco hanno a che vedere con le cifre elettorali, e molto invece con il dovere di costruire un corpo politico di cui essere degni

La libertà può essere indecente

Assistiamo a un’evocazione delle negate libertà anche a detrimento degli altri e per attaccare chi sia impegnato nella difficile tutela della salute pubblica. Dobbiamo reagire a questa deriva, sintomo di una società per nulla incline al miglioramento, ove non trovarci sommersi dalle acque di un mare tutt’altro che rosso

L’ipocrisia di dire che tutto cambierà per forza di cose

Le manifestazioni di ottimismo continuamente riproposte celano, sotto un velo ipocrita, la necessità di attivarsi affinché i cambiamenti da produrre siano migliorativi, non peggiorativi, della condizione precedente. Per fare questo, la sinistra deve ricongiungersi con la popolazione, con il suo linguaggio, e organizzare una forza che la renda attrice influente nella costruzione di una società capace di mettere al centro i bisogni essenziali delle persone: «il pensiero filosofico più alto riconferma il senso comune più profondo»