La lettera blu

Facebook Twitter Google+ Stampa Massimo Mastrogregori La lettera blu Le Brigate rosse, il sequestro Moro e la costruzione dell’ostaggio Parole chiave: Pubblicato nel: Ottobre 2012 Pagine: 192 ISBN: 88-230-1687-3 Ediesse Prezzo: 12.00€ Acquista sul sito dell’editore. La morte di Moro è sempre stata rievocata entro uno schema cromatico che poneva in conflitto il rosso delle […]

La lettera blu

untitledMassimo Mastrogregori

La lettera blu

Le Brigate rosse, il sequestro Moro e la costruzione dell’ostaggio

Parole chiave:
Pubblicato nel: Ottobre 2012
Pagine: 192
ISBN: 88-230-1687-3
Ediesse
Prezzo: 12.00€
Acquista sul sito dell’editore.

La morte di Moro è sempre stata rievocata entro uno schema cromatico che poneva in conflitto il rosso delle brigate e il nero delle stragi e dei servizi deviati. Era come se non si potesse prescindere dai termini di una lunga guerra civile nazionale, mai completamente risoltasi.
Questo libro, invece, ci parla di quel la guerra con una lingua compiutamente post-bellica.
Il Moro di Mastrogregori – certo, nelle condizioni disperate nelle quali si trovò costretto negli ultimi giorni della sua esistenza – restò politicamente lucido, combattivo nei confronti dei suoi nemici, impegnato a costruire il terreno di un dialogo tra tutte le parti. Anzi, l’analisi filologica delle lettere – dove questa volta è il blu dell’inchiostro a guidare l’attenzione del ricercatore – sembra suggerire una chiave di lettura assolutamente originale. Insomma, il leader cattolico non si arrendeva affatto ai carcerieri, non ne propugnava il riconoscimento politico, ma recitava una parte, metteva in scena un personaggio, collaborava alla costruzione di se stesso come ostaggio, «accettando di pagare un prezzo per questo (dare corpo alla propaganda terroristica)». Sicché, se il rosso e il nero erano i colori con i quali poteva essere descritta la vittima-martire, il blu della lettera di Moro sembra raccontare la vicenda di un politico che non si arrese mai a un destino già scritto, perché voleva «assolutamente tornare libero […] perché non sopportava di non poter camminare».

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