Problemi di storia recente

Dalla Golden Age alla Global Turbolence
La New Economy
Le crisi del 2001 e del 2008

Qui il PDF

  • Le ‘visioni’ servono a selezionare i fatti rilevanti e, possibilmente, a farsi le domande giuste. Ai fini del seminario, gli orientamenti delineati nelle tre sezioni che precedono portano ad articolare la riflessione sul presente del capitalismo intorno a due ordini di interrogativi:
    il primo riguarda le condizioni di valorizzazione del valore attualmente in vigore sui mercati dei beni e dei servizi (di profittabilità, in parole povere), per come emergono dalle vicende degli ultimi vent’anni, in un orizzonte di medio o medio-lungo periodo;
    il secondo verte sul rapporto tra la forma merce e i contenuti sostantivi dei bisogni e delle possibilità di ‘sviluppo umano’ che oggi stanno sulla frontiera dell’evoluzione storica.
  • Visto che il capitalismo è entrato nel Ventunesimo secolo sotto il segno di due crisi, e che nessun boom, finora, le ha seguite, il primo dei due ordini di interrogativi fa subito pensare a un quadro di difficoltà. Secondo uno standard espositivo consolidato, però, conviene che la ricostruzione inizi con un passo indietro, cioè dalla crisi intervenuta negli ultimi anni ’60 del secolo scorso, rimasta aperta per tutto il decennio successivo. Soprattutto grazie agli autori della cosiddetta Scuola della regolazione, la tesi che si sia trattato del tramonto di un intero paradigma tecnico-economico, quello della cosiddetta Golden Age, è ormai comunemente accolta, ma merita comunque di essere chiamata in causa e messa a fuoco con la dovuta cura.
  • Il passo successivo consisterà nell’esame del modo in cui alla fine, dopo aver davvero temuto per se stesso, il capitalismo è invece riuscito a riprendere il filo della propria storia. Al riguardo, l’essenziale sta nella ricostruzione dell’intreccio tra l’iniziativa politica dei governi di stampo neoliberista e l’affermazione del nuovo paradigma tecnico-economico intitolato alle ICT. Tra gli autori di riferimento, Brenner, Arrighi, Antonelli.
  • Nell’avvento del digitale, lo schema interpretativo che verte sulla dialettica di espansione materiale ed espansione finanziaria trova al tempo stesso cospicui elementi di conferma e qualche necessità di qualificazione. Per questo secondo aspetto, in particolare, si tratterà di capire ‘come mai’, per quanto vistosa, la fase di espansione materiale della New Economy non abbia però avuto ragione delle tendenze all’ipertrofia del settore finanziario subito insorte, come da programma, in coincidenza con il tramonto del precedente paradigma tecnico-economico; e anche come mai sia stata notevolmente più breve del previsto (per esempio da un personaggio del calibro di Greenspan), avendo messo capo a una nuova crisi già nel 2001 (lo scoppio della bolla di Internet) e avendo poi lasciato campo libero a un’ulteriore fase di espansione finanziaria, di straordinaria intensità, culminata appunto nella crisi del 2008 (la formazione e lo scoppio della bolla immobiliare).
  • Quest’ultima, con l’aiuto di Stiglitz e altri autori, sarà oggetto di specifica attenzione sul piano analitico. L’ipotesi di lavoro è una lettura non finanziaria di fatti che come tali si presentano (la diffusione dei derivati, l’altezza raggiunta dai livelli di leva, ecc.). Detto altrimenti, si tratterà di mettere a fuoco le ragioni ‘reali’ dell’ultimo ciclo di espansione e crisi finanziaria – un cospicuo assottigliamento dei profitti realizzati sul terreno della produzione materiale –, già in vista del tentativo di rispondere agli interrogativi più ravvicinati che riguardano lo stato di incertezza nel quale oggi ci troviamo a vivere. O almeno di formularli in modo conveniente.

 

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Share This