La democrazia in Europa, trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino

Trent’anni dopo il crollo del muro di Berlino tutte le premesse e le promesse dell’Ottantanove sembrano essersi rovesciate nel loro contrario: dall’abbattimento della barriera che divideva la Germania alla costruzione di quelle contro i migranti, dal trionfo alla crisi della democrazia liberale, dalla riunificazione dell’Europa alle nuove faglie che la solcano, dal feticismo del mercato alla catastrofe finanziaria del 2008, dalla società aperta ai ripiegamenti identitari, dal progetto sovranazionale della Ue ai populismi sovranisti, dai movimenti del dissenso in nome dei diritti umani alle leggi contro le Ong. Come interpretare questo rovesciamento? Un libro di Jacques Rupnik spiega perché il ciclo politico cominciato nell’89 all’insegna del neoliberalismo si è esaurito, e quali ferite lascia sul corpo della democrazia europea. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale

Da Mussolini a Salvini, il tragico che si fa ridicolo

Sempre più spesso la figura del Ministro degli Interni è associata nei media a quella del dittatore italiano. Il filosofo Michele Prospero ci aiuta a distinguere tra analogie e differenze per definire un ritratto singolare del “capitano”. L’intervista di Simone Nigrisoli uscita su Dinamo Press

Il tatuaggio e la rete

L’articolo di Alberto Olivetti per il secondo numero della rivista Luoghi comuni (Castelvecchi Editore), dedicato alla figura e alla funzione simbolica del tatuaggio nella sua intersezione con le reti digitali, alla cui rappresentazione dell’identità esso sembra partecipare e conformarsi

Punto a capo. In Europa e in Italia

L’Europa appare stretta tra una torsione illiberale sovranista e l’incapacità di pensare un modello alternativo all’ordoliberalismo. L’Italia, con una destra sempre più forte e una sinistra sempre più debole, sembra condannata a una perenne instabilità politica alimentata da una crisi sociale ancor più profonda. È quanto mai indispensabile innescare un processo di reinvenzione della democrazia e sostituire con un desiderio vitale il godimento mortifero che sembra alimentare le scelte elettorali basate sul massimo rischio

Triunfo y enfrentamiento. La Spagna del dopo elezioni

I risultati delle votazioni anticipate dipingono un quadro politico dove il viola confluisce nel rosso e il blu s’imbrunisce fino a divenire nero. Il PSOE si afferma come forza guida del Paese e di una sinistra che supera una destra sempre più radicale. Il percorso per la formazione di un governo è però ancora costellato di dubbi e incertezze. Di Simone Furzi