Potenza e saggezza nella città

La relazione pronunciata da Walter Tocci alla prima sessione del convegno internazionale “Il bisogno di giustizia nella città che cambia”, organizzato a Milano da Urbanpromo e tenutosi nel novembre scorso

Il tatuaggio e la rete

L’articolo di Alberto Olivetti per il secondo numero della rivista Luoghi comuni (Castelvecchi Editore), dedicato alla figura e alla funzione simbolica del tatuaggio nella sua intersezione con le reti digitali, alla cui rappresentazione dell’identità esso sembra partecipare e conformarsi

Hasta ahora, unidos no podemos

Seconda fumata nera per il governo rosso-viola di Spagna. A las Cortes Pedro Sánchez raccoglie 124 voti a favore, 156 contrari e 66 astensioni, quelle di Unidas Podemos, con cui le trattative per la formazione di un governo di coalizione si sono arenate su questioni d’incarichi e di programma. Ci sono ancora due mesi per allontanare lo spettro delle nuove elezioni di novembre, forse una manna inattesa per le destre, ma che non raccoglierebbero il favore della popolazione. Di Simone Furzi

Il dubbio di Ingrao

In occasione della recente scomparsa di Andrea Camilleri, ripubblichiamo la lectio magistralis da lui pronunciata il 30 marzo 2008 a Palazzo San Macuto (Roma), nel corso dei festeggiamenti, organizzati dal CRS, per il novantatreesimo compleanno di Pietro Ingrao

Il primo incontro con Andrea Camilleri

Una lettura che avvolge e fascia, afferra e trasporta in un caleidoscopio di frasi, volti, luoghi e pensieri. Questo regalano i romanzi di Andrea Camilleri. Dal primo all’ultimo, attraversando la temporalità sinuosa del corso delle cose. Un articolo di Alberto Olivetti, tratto dalla rubrica “il divano” su “il manifesto” del 19 luglio, dedicato all’autore siciliano, in occasione della sua recente scomparsa

La democrazia in Europa, trent’anni dopo la caduta del muro di Berlino

Trent’anni dopo il crollo del muro di Berlino tutte le premesse e le promesse dell’Ottantanove sembrano essersi rovesciate nel loro contrario: dall’abbattimento della barriera che divideva la Germania alla costruzione di quelle contro i migranti, dal trionfo alla crisi della democrazia liberale, dalla riunificazione dell’Europa alle nuove faglie che la solcano, dal feticismo del mercato alla catastrofe finanziaria del 2008, dalla società aperta ai ripiegamenti identitari, dal progetto sovranazionale della Ue ai populismi sovranisti, dai movimenti del dissenso in nome dei diritti umani alle leggi contro le Ong. Come interpretare questo rovesciamento? Un libro di Jacques Rupnik spiega perché il ciclo politico cominciato nell’89 all’insegna del neoliberalismo si è esaurito, e quali ferite lascia sul corpo della democrazia europea. Un articolo di Ida Dominijanni per Internazionale