Respingere il merito morale

Articolo di Michael Sandel tratto da “Giustizia. Il nostro bene comune” di Michael Sandel, Feltrinelli 2010, pp.174-186)

Respingere il merito morale

sandelL’ARGOMENTO DELL’ARBITRARIETA’ ETICA

Oggi nessuno difende la giustizia del sistema fondato su un’aristocrazia feudale,sulle caste; questi sistemi – osserva Rawls – sono ingiusti perché distribuiscono reddito, ricchezze, opportunità, potere in base alle circostanze accidentali legate alla nascita:chi nasce in una famiglia nobile dispone di diritti e poteri che sono negati a chi nasce in una famiglia di vassalli. Però non siamo noi a decidere in quale situazione nascere,e dunque è ingiusto che le nostre prospettive esistenziali dipendano da un fatto così arbitrario. Le società fondate sul mercato riparano a quest’arbitrarietà, almeno fino a un certo punto,in quanto offrono la possibilità di intraprendere una carriera a chi ha i requisiti necessari e stabiliscono l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Le libertà fondamentali sono assicurate a tutti,mentre il libero mercato determina la distribuzione di reddito e ricchezza. Questo sistema – un mercato libero accompagnato da parità formale nelle opportunità –corrisponde alla teoria libertaria della giustizia;rappresenta un passo in avanti rispetto alle società feudali o fondate su un sistema di caste,perché rifiuta le gerarchie inamovibili,determinate dalla nascita. Dal punto di vista legale si consente a tutti di impegnarsi a competere, ma in pratica, le pari opportunità possono essere niente affatto assicurate. Chi nasce in una buona famiglia in grado di fornire un sostegno e riceve una buona istruzione ha evidenti vantaggi rispetto a chi non è nelle stesse condizioni. E’ un bene che sia permesso a tutti di entrare in competizione, di partecipare alla corsa, ma se i corridori si muovono da posizioni di partenza differenti, non si può dire che la gara sia alla pari. Ecco perché, sostiene Rawls, non si può considerare giusta la distribuzione di redditi e ricchezze scaturita da un sistema di mercato libero, dove si assicura una parità formale delle opportunità. L’ingiustizia più evidente del sistema libertario è che “permette che le parti distribuite fra i vari soggetti subiscano l’inopportuna influenza di questi fattori, così arbitrari da un punto di vista etico” (J. Rawls Una teoria della giustizia). Uno dei modi per compensare l’ingiustizia è introdurre dei correttivi alle condizioni economiche e sociali sfavorevoli. Una meritocrazia equa cerca di ottenere questo risultato andando oltre la pura e semplice parità formale nelle opportunità per rimuovere tutto quanto ostacola il successo, assicurando la parità di accesso all’istruzione in modo che chi nasce in una famiglia povera possa competere alla pari con quanti hanno goduto di maggiori privilegi per la loro origine. Nascono così i programmi Head Start, i progetti che forniscono una corretta alimentazione per l’infanzia e i servizi sanitari, i corsi di istruzione e di formazione professionale:qualunque iniziativa sia necessaria per portare tutti sulla stessa linea di partenza, indipendentemente dalla classe o dalla famiglia da cui provengono. Secondo la concezione meritocratica, in una società fondata sul mercato libero il reddito e la ricchezza si distribuiscono in modo giusto, ma soltanto se tutti possono accedere alle stesse opportunità di sviluppare i propri talenti;solo se tutti si sono mossi da una stessa linea di partenza si potrà dire che i vincitori della gara hanno meritato il loro premio. Rawls ritiene che la concezione meritocratica della società serva a correggere alcuni privilegi moralmente arbitrari, ma non riesca ad attuare una vera giustizia. Infatti, anche quando si riuscisse a far partire tutti i corridori da una stessa linea, resterebbe abbastanza prevedibile indovinare chi vince la gara :chi corre più veloce. Ma essere veloce non è una caratteristica che dipende esclusivamente da me, sul piano etico è una circostanza altrettanto casuale quanto lo è l’appartenenza a una famiglia benestante. Come scrive Rawls.”Anche se funzionasse in modo perfetto per eliminare l’influsso delle contingenze sociali”, il sistema meritocratico “continuerebbe pur sempre a permettere che la ricchezza e il reddito siano distribuiti in base alla naturale attribuzione di capacità e talenti”. Se Rawls ha ragione, anche il libero mercato che funziona in una società dove esistono pari opportunità di accesso all’istruzione non riesce a produrre una distribuzione equa dei redditi e dei patrimoni.”L’assegnazione della legittima quota parte è decisa dall’esito della lotteria naturale, un risultato che secondo una prospettiva etica risulta arbitrario. Non c’è ragione di consentire che redditi e patrimoni siano ripartiti in base alla distribuzione dei vantaggi naturali, non più di quanta ve ne sia a lasciare che siano ripartiti in base alle sorti prodotte dalla storia e dalla posizione sociale”.(…)

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